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Fonti sulla lingua Hausa

29 Novembre 2017 Nessun commento

Africa vuol dire diversità. Ad esempio, in questo continente si parlano circa 3200 lingue differenti, senza contare gli innumerevoli dialetti. Una delle lingue più importanti è l’hausa, che  è parlata soprattutto in Nigeria del nord e in Niger, ma è usata in una dozzina di paesi dell’Africa occidentale come una lingua franca, un po’ come il kiswahili nell’Africa orientale. Tra madrelingua e chi la usa come seconda lingua, l’hausa è un idioma parlato da circa cento milioni di persone. E’ dunque una delle più importanti lingue africane, che ha prodotto anche una ricca letteratura, e a cui è dedicata una speciale sezione della pagina Columbia University Libraries. Vale proprio la pena di visitarla. Sono molto affezionato a questa lingua, che mi riporta indietro di tanti anni, quando lavoravo a Tanout, nel Niger.

La foto è tratta da: www.naija.ng

 

Questo blog compie 10 anni: saluti e commenti – 1

5 Gennaio 2014 1 commento

Quasi 10 anni fa, il 18 gennaio 2004, aprivo questo blog, con un post che ne riassumeva origine e obiettivi. Nel frattempo, la situazione si è evoluta, nella realtà dei fatti, nella ricerca scientifica e nell’ambito della comunicazione: solo per rimanere su quest’ultimo punto, va detto che sull’Africa che cambia, e sul modo (spesso distorto) in cui si parla di Africa dalle nostre parti, sono nati molti importanti portali, siti e blog. I link sono nella colonna qui a destra, ma diversi li ho segnalati in qualcuno delle centinaia di post sin qui prodotti. In questi anni, inoltre, si sono sviluppati enormemente i social network: uno strumento certamente più immediato e capillare, che ha indubbiamente diminuito l’importanza dei blog. Anche io uso alcuni social networks, anche se un blog, almeno per ora, da’ maggiori garanzie di reperibilità e di archiviazione e recupero dei dati per un comune mortale (ovviamente, non per le agenzie di sorveglianza o di marketing online).

Nessuna celebrazione, comunque, solo un po’ di bilancio. Ti è servito questo blog? Questi argomenti sono ancora attuali? Cosa si può fare ancora, qui dentro, altrove, o tutti insieme? Ho posto questi interrogativi a un po’ di amici e colleghi che si muovono in questo ambito, o in campi affini. Qualcuno ha cominciato a rispondermi, e comincio a pubblicare in questo post le prime repliche. Altre seguiranno man mano.

Grazie a voi, che ci visitiate da 10 anni o che lo facciate adesso per la prima volta.

Nella foto: fila per le elezioni del 27 aprile 1994 a Soweto; foto di Denis Farrell/AP/File, tratta da http://www.csmonitor.com

 

I PRIMI SALUTI E COMMENTI

(per sapere chi sono le persone intervenute, basta cliccare sul nome)

 

Simone Salvatori

Detto semplicemente: chiunque fa comunicazione dovrebbe confrontarsi con una voce come quella di Daniele Mezzana.
Nel corso della ricerca personale attorno e certi temi scoprire “Immagine dell’Africa” (IdA) e’ stato come trovare una isola sicura ed amica durante una navigazione rischiosa.
L’immagine dell’Africa riflette problemi sociali ed economici profondi, che apparentemente evocano altre epoche ma che sono in realta’ vivi ed attuali, tanto vivi da non lasciare spesso spazio per analisi e ragionamenti ma solo per confronto acre, diretto e di parte.
IdA e’ stata sin qui per me una voce che nel vivo delle emozioni si mantiene matura, razionale e rigorosa, al di sopra dei semplicismi del politically correct, capace di individuare e spiegare sistematicamente i vizi della rappresentazione pubblica dell’Africa e degli Africani, che analizza la sostanza delle implicazioni, dei pensieri e delle azioni dietro le parole e le immagini e non riduce i problemi a scelte sbagliate di vocabolario o di simboli.
Non si tratta di questioni puramente formali, sofismi da pedanti: l’ideologia che informa certe rappresentazioni e’ funzionale a una oppressione e a uno sfruttamento che sono vivi ed attivi oggi in molteplici forme e segnano il destino di milioni di persone. L’immagine dell’Africa criticata da Daniele Mezzana esiste perche esistono problemi gravi ed esistono qui ed ora, non in qualche epoca o luogo remoti.
La critica alla immagine dell’Africa puo essere per molti il primo passo individuale verso il riconoscimento di quei problemi e socialmente un semplice test per rendersi conto di quanto ci sia ancora da fare per risolverli. Daniele tende a riferirsi ai popoli Africani ma di fatto l’opera di IdA, attraverso il lavoro sull’Africa e sui suoi detrattori, sia coscienti che inconsapevoli, esprime un amore per l’umanita’ tutta che e’ di per se un elemento di speranza e progresso da coltivare.

 

Fabrizio Casavola

Ciao, vecchio pirata!
Gli auguri sono a Immagine dell’Africa sono d’obbligo, non solo perché abbiamo iniziato tutti e due su Tiscali a distanza di qualche mese e poi in questi 10 anni ci siamo anche conosciuti di persona (http://goo.gl/D2mBH5 – a quando una rimpatriata?). A volte abbiamo anche discusso e ci siamo scornati, in 10 anni è normale.
Sono auguri d’obbligo perché credo che in questo tempo tutti e due siamo stati “ossessionati e ci siamo confrontati a distanza (perdona l’ambizione) sulle questioni del tuo primo post: quanto la non-conoscenza e l’immagine veicolata dalla “società maggioritaria” influisca su popoli e genti che difficilmente hanno accesso diretto ai nostri media, nonostante si viva in un mondo di informazioni in tempo reale.
Nessun comizio, solo un ricordo: 10 anni fa era un periodo in cui tutti volevano avere un blog, una moda che univa farfalle, fiorellini, dediche, a ragionamenti e sperimentazioni più impegnative. Come ogni moda, la gran parte è rifluita da altre parti (Facebook, Twitter, ecc.) e i blog che ci sono ancora nel 2014 sono, per forza, i più seri e i più testardi. A te il metodo e la serietà, a me (forse) la testardaggine.

 

Gabriele Quinti

Condivido totalmente l’impostazione del blog e credo che la sua esistenza sia stata utile in origine (quando il blog ha iniziato ad esistere) per contribuire a operare una sorta di “rivoluzione culturale” circa la percezione dell’Africa e della complessità e pluralità delle società africane. Direi che in questi 10 anni sono stati in molti, piano piano, a cambiare il loro punto di vista e oggi la visione dell’Africa che promuove il blog tende a essere maggioritaria per lo meno fra i policy-makers, gli imprenditori, i rappresentanti di movimenti e i cittadini che si occupano (anche poco) di Africa. Lo stesso dicasi per alcuni media all’estero. Poco è cambiato invece tra i media italiani. Il blog ha avuto anche un’utile funzione sul piano dell’informazione. Auguro che possa continuare a svolgere il suo lavoro anche nei prossimi 10 anni.

 

Elisabetta Tomassini

Ciao Daniele, complimenti per i 10 anni di Immagine dell’Africa! Per quanto mi riguarda, è stato grazie al tuo blog che per la prima volta ho pensato all’Africa in modo diverso e ho scoperto che ospita tante realtà, alcune piene di modernità e di speranza. Non è una scoperta da poco, per me, che altrimenti non avrei avuto notizia di tutto ciò.

 

Livio Ricciardelli

Tanti auguri a te Daniele, e a tutto il blog! Mi piace ricordarlo come una voce libera e sempre attenta sopratutto sul tema della cooperazione e delle relazioni internazionali. Un luogo dove è sempre stato possibile discutere e approfondire tematiche molto spesso sottaciute o poco considerate dai media tradizionali. A maggior ragione non possiamo che fare i nostri auguri a questa voce, per i suoi dieci anni!

 

 

 

 

Parole chiave

13 Novembre 2007 2 commenti

Culture culinarie

5 Giugno 2007 1 commento

Un curioso e interessante sito ha come oggetto le cucine dei popoli africani, e i loro aspetti storici e culturali. Il sito è lo strumento di connessione di una rete internazionale di studiosi e appassionati che, a partire dal cibo, approfondiscono la conoscenza dell’Africa di un tempo e di quella attuale.

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Maputo mon amour

3 Febbraio 2007 1 commento

Niente come un recente scritto dell’attrice Daniela Poggi rende conto del profondo travaglio umano e intellettuale di tante persone che, in vario modo, si stanno interessando dei problemi africani. Tra slancio etico, denuncia sociale, qualche stereotipo, la difficoltà di cogliere la complessità dei dinamismi delle società africane, ma anche il desiderio di andare oltre le vecchie forme di solidarismo. Il testo, che riproduco integralmente, è tratto dal sito del giornale online "Articolo 21".

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Safari materni

22 Novembre 2006 Nessun commento

Alcune celebri donne del mondo del cinema e della musica sono andate a partorire, o ad adottare un figlio, in alcuni Paesi africani. Nonostante i nobili intenti, questo ha destato qualche perplessità, per l’approccio e per il modo, che richiamano tristi analogie coloniali o neocoloniali. L’articolo del link è tradotto in modo pessimo, ma comunque rende l’idea dell’autore. Non la condivido in toto, ma fa pensare. Ringrazio Michele della segnalazione.

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Feste

23 Dicembre 2005 6 commenti

Per un ritorno all’essenziale. Auguri a tutti, e a presto.

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Appuntamento il 24 novembre a Roma

21 Novembre 2005 Nessun commento

(per chi può)

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Campioni del mondo: la storia di MultiEtnica

13 Settembre 2005 4 commenti


Chi è in cerca, non a chiacchiere, di belle storie di calcio, legga il libro "Campioni senza dimora", di Filippo Podestà (Terre di Mezzo editore, Milano 2005). Il libro narra la vicenda, quasi fiabesca, di una squadra nata in un campo rom milanese, composta da immigrati di tutto il mondo, e che ha vinto le due ultime edizioni del campionato mondiale di calcio dei senzatetto. Grazie a Fabrizio che mi ha mandato questo testo! (Il suo blog si chiama Mahala ed è qui a fianco; oggi il computer fa i capricci e non riesco a linkarlo) La foto di MultiEtnica è di Filippo Podestà

Feste

24 Dicembre 2004 2 commenti

Auguri, e a presto.

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