Archivio

Post Taggati ‘turismo’

Il pensiero primitivo del giornalismo occidentale sull’Africa

Prendiamo la mappa e consideriamo la recente epidemia di Ebola in Sierra Leone, Guinea e Liberia. Questi Paesi sono più vicini alla Spagna che alla Tanzania, ma in Tanzania nel 2015 le prenotazioni alberghiere dei turisti sono calate del 50%, e invece in Spagna no. Perché? Soprattutto per via delle notizie giornalistiche prodotte dai media occidentali. Il giornalismo nei nostri Paesi, almeno quando parla di Africa, è basato su un pensiero magico, associativo, e per molti versi primitivo: l’Africa è un’entità unica, inscindibile, misteriosamente interconnessa. Le diversità, i distinguo, l’analiticità vengono applicate, quando avviene, solo alle vicende di casa nostra. Un breve e illuminante scritto della giornalista ugandese Nancy Kacungira sul sito della BBC fornisce qualche utile spiegazione e manda all’aria parecchi luoghi comuni. Ringrazio Fabio Feudo della segnalazione.

La veduta di Dar es Salaam è tratta da: http://www.busiweek.com

 

Ebola: i danni della psicosi

10 Dicembre 2014 Nessun commento

Un numero speciale della rivista “Africa e affari” si interessa dell’ebola. Puntando soprattutto sui danni economici, politici e sociali generati dalla cattiva informazione sul virus. Nell’editoriale si spiega:

“Trattiamo temi economici africani, ma conosciamo e amiamo il continente profondamente e vederlo ancora una volta trattato con sciatteria, superficialità e secondo stereotipi inaccettabili (soprattutto dai nostri media) ci ha spinto a realizzare una cosa completamente diversa. Questo numero spiega in modo semplice e intuitivo che l’Africa non è ebola, che l’epidemia interessa 3 paesi su 54, che da ebola si può guarire, che ebola si può fermare, che le principali capitali europee sono più vicine in linea d’aria di quelle dell’Africa orientale o dell’Africa australe. Spiegheremo a chiare lettere che i danni economici (basta pensare al settore del turismo, ma lo stesso trend lo riscontriamo anche in altri ambiti) e la paura – o meglio la psicosi figlia dell’ignoranza più semplice sia sulla malattia sia sull’Africa – stanno facendo più danni del virus.”

La veduta di Freetown è tratta da: http://factsabouthull.blogspot.it/2014/10/fact-42-hull-is-twinned-with-freetown.html

Effetti perversi del turismo umanitario

 

Il “turismo umanitario”, in buona sostanza, prova a coniugare il viaggio in posti esotici con la conoscenza di situazioni di difficoltà sociale e l’azione di tipo solidaristico o caritatevole. Certamente migliore di altre forme di turismo che provocano spreco di risorse, distruzione dell’ambiente locale e piccoli “scontri di civiltà”, anche il turismo umanitario può avere spesso  effetti perversi, che è bene identificare: paternalismo, induzione al mendicare, addirittura diffusione di carie presso i bambini (con la distribuzione di caramelle in posti dove non ci sono dentisti), piccole truffe. Ne parla, con molta efficacia, Enrico Fiorini nel suo blog Nyamilima, ove presenta alcune riflessioni, corredate da reperti (per lo più inquietanti) tutti da leggere.

La foto è tratta da: http://turistipercaso.it

 

Lo sguardo (apparentemente) ingenuo

21 Febbraio 2011 6 commenti

ethiopia-main

Colpire duro per attirare l’attenzione del lettore è una delle regole del giornalismo contemporaneo. E quando qualcuno deve parlare d’Africa, anche se si tratta di persona inesperta, non mancano gli attrezzi per farlo. Riporto l’inizio di un pezzo apparso sul sito web di un quotidiano, nella rubrica viaggi; è dedicato a una zona dell’Etiopia (i grassetti sono dell’autrice dell’articolo):

“All’improvviso si materializza ai lati del sentiero polveroso un gruppo di giovani uomini coperti solo con pelli di capra: i volti corrucciati dipinti come indiani apache, agitano lance e bastoni verso l’ autista della jeep che li sfiora (…)”.

Il pezzo prosegue con una serie di abissali banalità, che ognuno potrà apprezzare a questo link. L’onda lunga dell’etnografia coloniale, con tutta evidenza, non ha ancora esaurito la sua spinta propulsiva.

La foto, scattata in Etiopia, è ripresa dal sito: www.ganeandmarshall.com

Simulacri d’incontro

1 Giugno 2010 1 commento

His07NeoclasB

E’ uscito presso l’Harmattan Italia “Marocco. Turismo e sviluppo locale” (“Maroc. Tourisme et développement local”), curato da Maria Giuseppina Lucia e Hassan Ramou. E’ un volume a più voci, compresa la mia, che presenta alcune importanti transizioni in atto in questo Paese. Gli argomenti ruotano attorno al tema del turismo, e spaziano dalla democrazia alla condizione femminile, dallo sviluppo locale alla protezione ambientale. Sulla scia di alcuni studi che mi interessano, ho presentato qui un piccolo saggio su “Simulacri d’incontro. La costruzione dell’immagine turistica del Marocco”. Ho provato a illustrare brevemente il modo in cui le destinazioni turistiche vengono socialmente rappresentate, a riassumere le componenti tradizionali dell’immagine turistica del Marocco (molto legate al cosiddetto “orientalismo” e alle sue versioni più aggiornate ed edulcorate), e a individuare alcuni fattori di cambiamento nel modo in cui l’immagine turistica di questo Paese viene elaborata (tra questi, la nuova soggettività dei turisti, il peso di Internet, le iniziative degli attori politici e sociali locali).

Hanno contribuito al volume, oltre ai curatori e al sottoscritto, anche: Pietro Barozzi, Irene Bono, Egidio Dansero, Fabiana Demarta, Luca Savoja, Mauro Spotorno, Abdellatif Tribak, Gian Marco Ugolini, Mohamed Ait Hamza, Laura de Robertis, Noemi Genco, Annunziata Vita, Michael Peyron, Mimoun Hillali, David Goeury.

Nella illustrazione: Jean-Auguste Dominique Ingres – “La Grande Odalisque” (1814), Louvre – Parigi, da: www.citronsbleus.com

Turismo e sviluppo sostenibile in Africa

7 Dicembre 2009 3 commenti

Madagascar 3

Turismo: le “cattive pratiche”

24 Gennaio 2009 1 commento

Un volume su turismo e sviluppo

5 Settembre 2007 1 commento

Coscienze felici

18 Febbraio 2007 2 commenti

Ho il pallino dei resoconti dei viaggi nel continente africano scritti dai turisti, perché mostrano in maniera suggestiva e immediata (praticamente senza filtri) i modelli culturali in cui si sostanzia la nostra socializzazione all’Africa. Questi modelli, senza che ce ne rendiamo conto, in qualche misura, prescrivono a chi viaggia cosa ha importanza e cosa non ce l’ha, "cosa va visto" e "cosa non va visto", cosa è degno di stupore, attenzione, rapimento estetico e cosa no, cosa merita di essere raccontato al rientro e cosa non vale la pena di ricordare. Un magnifico esempio, quasi da manuale (senza offesa per gli autori, anzi li ringrazio), l’ho tratto dal sito "Turisti per caso", e lo offro senza indugio come lettura e meditazione domenicale agli affezionati lettori di questo blog, che ormai (quasi non me ne ero accorto) esiste da tre anni e un mese.

Prosegui la lettura…