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Paesi pacifici: qualche sorpresa dal Global Peace Index 2011

11 Maggio 2012 1 commento

Dal 2007, gli autori del Global Peace Index raccolgono dati su 153 Paesi di tutto il mondo, classificandoli dal più sicuro al più pericoloso. Per quanto riguarda il 2011, oltre ad alcuni risultati abbastanza ovvi (al primo posto c’è l’Islanda e in fondo alla classifica ci sono Afghanistan, Sudan, Iraq e Somalia), c’è anche qualche sorpresa. Ad esempio che il Botswana è più sicuro della Francia, o che vivere negli Stati Uniti è più pericoloso che vivere in Malawi, Ghana, Tunisia, Mozambico, Burkina Faso, Zambia, Namibia, Tanzania, Marocco, Sierra Leone, Gambia,  Swaziland, Egitto, Guinea Equatoriale, Senegal, Gabon (oltre che, naturalmente, in Botswana).

Tra i Paesi non considerati da questo Indice vi è il Togo, su cui è uscito un significativo documentario, realizzato da Roberta Girgenti e Viwanou Edorh – Ananou: qui si può vedere un trailer.

 

Lo scorcio di Lomé (foto di Joelmeeker) è tratto da: http://blog.travelpod.com/travel-photo/joelmeeker/12/1239229740/street-hawkers-in-lom.jpg/tpod.html

 

 

Novità nascoste

13 Novembre 2011 1 commento

Metto insieme qualche informazione sparsa, su cose nuove (o poco note) dall’Africa o che hanno africani come protagonisti:

- TELEBI, la prima televisione della diaspora senegalese;

- i talenti (soprattutto femminili) della letteratura in Africa, secondo il drammaturgo camerunese Eric Essono Tsimi;

- un servizio sulla crescita della classe media in Africa.

Nella foto, il regista senegalese Mbaye Maniang Diagne e i suoi collaboratori, da: http://maniang72.skyrock.com

Scenari migratori

16 Luglio 2010 2 commenti

Praia

Ho assistito stamattina alla presentazione, a Roma, del libro  ”Africa – Italia. Scenari migratori”, predisposto da Caritas/Migrantes e curato, in particolare, da Maria Paola Nanni e Franco Pittau. Il testo fa il punto sulla collocazione dell’Africa nello scenario globale, sul ruolo odierno della diaspora africana e sulle caratteristiche e i percorsi dei migranti africani in Italia. Il volume contiene le relazioni presentate nel corso di un seminario di studi svoltosi a febbraio in Capo Verde, integrate con ulteriori materiali statistici e documentari.

Il libro è diviso in 5 sezioni:

I. Africa: informazione, economia, cooperazione e migrazioni. Scenari

II. L’Africa in Italia. Quadri tematici

III. Le collettività africane in Italia e i contesti territoriali

IV. L’emigrazione italiana in Africa. Vecchie e nuove mobilità

V. Appendice statistica.

E’ un volume molto denso (con oltre 70 testi) e ricco di informazioni. Segnalo, tra l’altro, diversi contributi sul modo in cui i media informano sulle vicende africane.

Per saperne di più, si può visitare questo sito.

La foto di Praia (Capo Verde) è tratta da: www.jcsarquitetos.com.br

La povertà diminuisce?

La foto della sede della BCEAO a Bamako è tratta da: www.payer.de

La foto della sede della BCEAO a Bamako è tratta da: www.payer.de

La recente pubblicazione di un saggio di Maxim Pinkovskiy e Xavier Sala-i-Martin sulla povertà in Africa sta facendo discutere. Gli autori, sulla base di una loro analisi della distribuzione dei redditi, dei tassi di povertà, dell’ineguaglianza e degli indici di welfare, sostengono che la povertà in Africa sta scendendo rapidamente, e che presto verrà raggiunto l’obiettivo del Millennium Development Goal di dimezzare  la percentuale di popolazione africana che vive con meno di un dollaro al giorno. Queste tesi sono messe in discussione da vari punti di vista. Ad esempio, Martin Ravaillon, dal blog “Africa can … end poverty”, pone numerosi dubbi di merito e di metodo, tra cui la carenza di ricerche puntuali e affidabili sulla effettiva situazione delle famiglie, che possano confermare o meno le tesi di cui sopra. Il dibattito tocca questioni non da poco, su cui non si è ancora giunti a un approccio di base condiviso.

PS: sto tentando di adeguarmi alla ristrutturazione dei blog Tiscali; chiedo scusa degli inconvenienti…

 

L’altra Africa

9 Ottobre 2009 3 commenti

Economia informale, tra visioni romantiche e necessità

16 Dicembre 2007 1 commento

I danni dei conflitti

16 Ottobre 2007 8 commenti

Misurazioni

4 Ottobre 2007 1 commento

La stampa che non ti aspetti

24 Ottobre 2006 1 commento

Il giornalista gambiano Madi Ceesay, come informa oggi l’agenzia Panapress, ha avuto il Premio internazionale per la libertà di stampa 2006, insieme ad Abad Colorado (Colombia), Jamal Amer (Yemen) e Atwar Bahjat (Irak, postumo), tutti per i rischi corsi nello svolgimento del loro lavoro. Sempre oggi, l’organizzazione Reporter senza frontiere ha pubblicato il quinto rapporto annuale sulla libertà di stampa. La graduatoria mondiale di RSF riserva qualche sorpresa. L’Italia si trova al quarantesimo posto, preceduta tra l’altro da 5 Paesi africani: Benin, Namibia, Ghana, Mauritius e Mali. Il rapporto, per quanto riguarda l’Africa, segnala il peggioramento della situazione in Paesi come l’Etiopia, il Camerun, il Niger, il Burundi, le Seychelles e l’Uganda e un forte miglioramento, invece, in Togo, Mauritania, Costa D’Avorio e Madagascar. In quest’ultimo Paese, ad esempio, si rileva che l’ultimo anno è stato calmo, e non ci sono state violenze, né chiusure di testate. Il rapporto sottolinea che, ogni anno, diversi Paesi del Sud guadagnano posizione e spesso si piazzano al di sopra di alcuni del Nord. Per dettagli, consiglio di andare alla fonte.

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Nel mezzo del divario digitale

2 Ottobre 2006 4 commenti

Il "divario digitale", ovvero la differenza tra Paesi del Sud e quelli del Nord del pianeta dal punto di vista dei mezzi di comunicazione e di informazione, è enorme, specie se si considerano i dati dell’Africa. Secondo alcune recenti statistiche, solo il 3,8% degli africani usano Internet, a fronte del 18,9% degli abitanti del resto del mondo. E’ tuttavia interessante notare che, tra il 2000 e il 2006, a fronte di dati assoluti fortemente deficitari, in percentuale l’Africa ha visto aumentare del 625,8% gli utenti di internet, rispetto al 195,5% del resto del mondo (che evidentemente è più "saturo" di tale tecnologia). Il dato della crescita di internet in Africa va comunque registrato come segno di un notevole dinamismo, ed è stato uno dei punti di partenza della decima edizione della conferenza "Highway Africa", svoltasi qualche giorno fa. Nel quadro della conferenza si è tenuto anche un vivace (a dir poco) incontro di bloggers africani.

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