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Post Taggati ‘cartoni e fumetti’

De minimis…

Chi passa da queste parti ogni tanto avrà già capito che qua dentro non ci occupiamo di eventi di cronaca, né di analisi macro-economiche e geopolitiche sull’Africa (in cui tanti altri eccellono). Per scelta, non certo per insensibilità nei confronti dell’attualità africana, qui si parla prevalentemente di alcuni fenomeni e processi sociali di media e lunga durata: le rappresentazioni delle società africane, gli stereotipi, i rapporti tra modernità e tradizione, le relazioni tra stati e società civili, l’urbanizzazione e il rapporto città/campagna, le migrazioni internazionali e tanto altro ancora. Processi e fenomeni di media e lunga durata che però incidono su scelte, azioni, politiche, e che si manifestano in tanti modi nella quotidianità. Anche in minime cose, che però sono rivelatrici di grandi problemi. Il sito NOFI, ad esempio, ha messo insieme una ventina di “20 cose da non dire a un nero”. A leggerle, sono veramente stupide, ma buona parte di esse, a seconda dei casi, le ho personalmente sentite in bocca, mica di leghisti padani o di razzisti espliciti, bensì di cooperanti, intellettuali progressisti, persino di docenti universitari che hanno lavorato in paesi africani. A testimonianza che certe immagini degli africani nascono da stratificazioni della nostra cultura che non possono essere modificate solo dalla buona volontà dei singoli, dall’avere una mente aperta, dal diffondere maggiori informazioni o dal promuovere una migliore educazione. Tutte cose, certo, assolutamente indispensabili. Ma servono, forse, più in generale, nuovi modelli plurali di vita, di esperienza, di incontro, di dialogo, di socialità nei fatti.

Il disegno è tratto da: http://africanhistory-histoireafricaine.com/blog

Pinocchio in Africa

22 Febbraio 2013 Nessun commento

 

“Pinocchio in Africa”. Chicca d’epoca. Un sequel scritto da altri, pubblicato nel 1911, con tutti i suoi pregi e difetti… Grazie a Simone Salvatori della segnalazione!

L’illustrazione è tratta da: http://www.lwcurrey.com

Pictoon, la fabbrica dei cartoni

19 Settembre 2009 Nessun commento

Madagascar 3

Satira a fumetti

25 Novembre 2007 3 commenti

Bianca, Bernie e la delegazione “africana”

10 Ottobre 2007 4 commenti

Il mediatore bianco

3 Gennaio 2006 2 commenti


Ho letto con interesse un articolo di Daniele Barbieri sul mito africano nei fumetti del novecento. In questi fumetti, l’Africa è, ovviamente, un "altrove" esotico,abitato da gente al di qua del bene e del male, che per accedere all’umanità ha bisogno di un "mediatore": Tarzan, la regina Loana (bianca in un regno nerissimo), l’Uomo Mascherato, Cino e Franco. Anche Hugo Pratt ce ne ha messo di tempo, per capire.

Tintin in Congo

15 Novembre 2005 3 commenti

Non ci soffermerà mai abbastanza su quanto siano importanti i fumetti e i cartoni animati nella "costruzione sociale" dell’immagine dell’Africa. Una storia del famoso fumetto Tintin, del belga Hergé, fu ambientata in Congo. In bianco e nero nel 1930-31 e a colori nel 1946. La storia era piena dei pregiudizi coloniali dell’epoca, primo tra tutti quello dell’"africano pigro" e servile. Nella seconda edizione, furono attenuati alcuni riferimenti esplicitamente colonialisti e razzisti presenti nella prima. Si noti appunto, nell’illustrazione, il passaggio dalla lezione di geografia (1930) in cui si presentava ai bambini il Belgio come loro patria, a quella, più neutrale, di matematica (1946).

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Noi e Bilbolbul

30 Luglio 2004 5 commenti

Il primo personaggio del fumetto italiano è stato un bambino africano. Si chiamava Bilbolbul. Le sue storie, firmate da Attilio Mussino, sono apparse sul “Corriere dei Piccoli” sin dal primo numero del 27 dicembre 1908, e sono andate avanti per un bel po’ di anni. Le vicende di Bilbolbul erano narrate e illustrate coerentemente con la cultura coloniale diffusa all’epoca: un’Africa immaginaria, deformata, schiacciata su un primitivismo di maniera da uno sguardo molto paternalistico; quella, insomma, che veniva, in altro modo, “elaborata” e mostrata nelle esposizioni coloniali del tempo. Le storie di questo bambino erano decisamente surreali e non prive di una certa originalità. Infatti, aveva la bizzarra caratteristica di adeguarsi fisicamente alle metafore citate nei versetti che accompagnano, in basso, ogni vignetta: si faceva veramente in quattro, gli spuntavano realmente le ali ai piedi, diventava proprio verde per la rabbia, arrivava a toccare il cielo con un dito, aguzzava l’ingegno mettendo la testa al tornio e così via. Nell’Africa (divertente) di Bilbolbul succedevano per definizione cose comunque strane, inconsuete, anormali, irriducibilmente “diverse” e lontane dal mondo e dal vivere civile. Proprio come allora, forse più di allora (con diverse varianti), molti pensano così dell’Africa di oggi. Il blog va per un mesetto in vacanza, anche se di tanto in tanto mi affaccerò: i vizi sono vizi…

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I fumetti africani

Pian piano, negli ultimi decenni l’arte del fumetto in Africa ha conosciuto uno sviluppo straordinario. Arte urbana, cosmopolita, versatile, il fumetto accompagna e testimonia, nel bene e nel male, i cambiamenti delle società africane e certamente può rappresentare una fonte di conoscenza importante sul continente. E’ una opportunità da cogliere, specie in un contesto, come quello italiano, in cui molta gente ha formato una sua percezione dell’immagine dell’Africa sulla base delle antiche storie coloniali di Cino e Franco… Per il week-end, suggerisco dunque alcuni approfondimenti interessanti, contenuti in una serie di testi curati da Massimo Repetti e riportati nel sito della Società missioni africane, a questo indirizzo: http://users.libero.it/missioni-africane/index/bd.htm Buona lettura!