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Archivio per la categoria ‘Viaggi’

Lo sguardo (apparentemente) ingenuo

21 Febbraio 2011 6 commenti

ethiopia-main

Colpire duro per attirare l’attenzione del lettore è una delle regole del giornalismo contemporaneo. E quando qualcuno deve parlare d’Africa, anche se si tratta di persona inesperta, non mancano gli attrezzi per farlo. Riporto l’inizio di un pezzo apparso sul sito web di un quotidiano, nella rubrica viaggi; è dedicato a una zona dell’Etiopia (i grassetti sono dell’autrice dell’articolo):

“All’improvviso si materializza ai lati del sentiero polveroso un gruppo di giovani uomini coperti solo con pelli di capra: i volti corrucciati dipinti come indiani apache, agitano lance e bastoni verso l’ autista della jeep che li sfiora (…)”.

Il pezzo prosegue con una serie di abissali banalità, che ognuno potrà apprezzare a questo link. L’onda lunga dell’etnografia coloniale, con tutta evidenza, non ha ancora esaurito la sua spinta propulsiva.

La foto, scattata in Etiopia, è ripresa dal sito: www.ganeandmarshall.com

Urban Africa

12 Dicembre 2010 3 commenti

Brazzaville

Urban Africa: a popular Flickr group that showcases growing urban life in various African cities.

“Africa has untold vital urban spaces and a rich legacy of a 2.000 years long history of urbanization. However, in the vast majority of flickr groups related to Africa, nature and wildlife photography are predominant. Africa appears as a rural and ‘exotic’ scenery where humans, animals and landscapes build a more ore less harmonious unity. This pool is for photography of African cities and towns. Architecture, parks, people, sculptures, streets, traffic – anything in the urban context.”

Nothing to add…

Brazzaville picture from: http://www.skyscrapercity.com

Passeggiare a Johannesburg

29 Settembre 2010 4 commenti

Johannesburg-city

Il corrispondente in Africa della BBC, Andrew Harding, ha un blog tutto da leggere, per almeno due motivi.

Innanzitutto, la curiosità dell’autore, che emerge, ad esempio, da alcuni suoi recenti post. In uno parla di come la business community sta cercando di massimizzare il grande e positivo impatto dei recenti mondiali di calcio in Sudafrica. Tra le iniziative, un progetto (The Brand Africa), che è tutto un programma; ognuno lo valuti come crede. In un altro post, parla del piacere di passeggiare nel centro di Johannesburg, là dove molti (forse lo stesso autore fino a qualche tempo fa) pensavano ci si potesse muovere solo all’interno di mezzi corazzati.

Il blog mi sembra interessante anche perché mostra il percorso di autoconsapevolezza di un giornalista che prova, credo con sincerità, a guardarsi attorno. Ringrazio l’amico Simone Salvatori della segnalazione!

La veduta di Johannesbourg è tratta da: http://www.southafrica.to

Neve in Kenya

4 Settembre 2008 4 commenti

Antiche immagini dell’Africa Occidentale

17 Febbraio 2008 Nessun commento

Viaggi spot: una nuova frontiera dell’educazione allo sviluppo?

27 Maggio 2006 3 commenti

Vedo intensificarsi l’attitudine degli italiani, specie dei giovani, a visitare l’Africa. Non parlo di chi vi si reca regolarmente per programmi di cooperazione, ma di chi si trova a viaggiare una tantum, per turismo, per lavoro, o anche per puntuali iniziative di solidarietà. Molti vivono tali esperienze come una importante occasione per avere una conoscenza diretta di questo continente e dei suoi popoli. Trovo essenziale, anche sul piano educativo, conoscere “de visu” la realtà dei Paesi africani. Anche perché, in mancanza di tale conoscenza diretta, per farsi un’idea di cos’è l’Africa, ci si deve per lo più basare su resoconti giornalistici spesso frammentari, sensazionalistici e pieni di luoghi comuni, a meno di non avere già la fortuna di conoscere e apprezzare la buona stampa specializzata che abbiamo. Ma “andare” in un posto, “vedere”, “toccare con mano” non garantisce comunque, di per sé, la comprensione piena di ciò che si ha davanti, o almeno una sua comprensione apprezzabilmente adeguata. Innanzitutto, perché di solito ogni viaggio è un viaggio “mirato” (si va a fare qualcosa di preciso, oltretutto in un determinato contesto, in compagnia di determinate persone, con determinate aspettative, ecc.), per cui inevitabilmente si tende a confrontarsi con certi aspetti della vita sociale del luogo, anziché con altri. Secondo, perché ognuno (anche il più ben disposto) ha il suo bagaglio di pregiudizi, che è ben difficile controllare individualmente; del resto, si sa che il nostro cervello tende a trovare conferme alle nostre conoscenze, piuttosto che a metterle in discussione. Terzo, perché la specifica preparazione del viaggio è spesso inadeguata, sul piano dell’informazione e di una conoscenza critica della realtà che si va a visitare. Insomma, credo ci sia una nuova frontiera, o almeno una nuova branca dell’educazione allo sviluppo: quella di orientare, di dare un senso a questa grande domanda di esperienza diretta e di dare spessore conoscitivo all’incontro “in loco” con le società e i popoli africani. Per non far tornare a casa la gente con gli stessi pregiudizi con cui è partita. Gli africani, credeteci, lo apprezzerebbero molto.

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Turismo responsabile?

24 Novembre 2004 3 commenti

Ho letto con curiosità la pagina di un sito, da me molto apprezzato, che presenta una iniziativa di "turismo responsabile". Il programma, lodevole, è promuovere la conoscenza dei popoli africani, facendo – in buona sostanza – meno danno possibile. Ma sono rimasto assai perplesso nel leggere il programma di un viaggio in Senegal di 15 giorni. Cosa si propone ai turisti responsabili? La visita a un museo e all’isola di Gorée, una escursione a un lago, un passaggio in un quartiere periferico (Pikine) ove opera una importante associazione culturale e sportiva, gite ed escursioni varie, lezioni di musica tradizionale, visite a villaggi e a una foresta di baobab, visita a un villaggio di pescatori e a una radio comunitaria, passaggio finale a un villaggio artigianale. Io mi domando: con quale idea del Senegal torneranno indietro i turisti? Non sarà il caso di far visitare anche, per qualche ora (senza troppo togliere ai contatti umani e all’abbronzatura), la famosa università Cheikh Anta Diop, qualche locale di musica moderna, un giro nei quartieri centrali, l’incontro con un alto funzionario ministeriale o un imprenditore, la visita a una moschea o a una chiesa, un salto in una moderna libreria, una escursione alla sede della più importante agenzia stampa africana (la Panapress) o a qualche centro di ricerca medica, una intervista a qualche leader nazionale della società civile, e così via? Credo che sarebbe più "responsabile" includere nel turismo responsabile anche la conoscenza di situazioni e persone diverse da quelle che vengono proposte di solito. Non per altro: per completezza. A meno che non ci sia qualche preclusione di fondo, ma che almeno si dica esplicitamente.

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Turismo intelligente?

7 Luglio 2004 8 commenti

Come giustamente molti dicono da qualche giorno, è arrivata l’estate. Tempo di vacanze, di stacco, di viaggio. Alcuni Paesi africani sono tra le mete turistiche preferite. Ne ho già parlato varie volte qua dentro, ma per me è sempre interessante, e sconcertante, andare a vedere, ogni tanto, come l’Africa viene rappresentata dagli operatori turistici, "normali", o "intelligenti e progressisti" che siano. Prendo un esempio del secondo caso, riportando alcuni brani dal sito di un’agenzia, fondata quasi vent’anni fa da due italiani, che ha base in un Paese dell’Africa Occidentale.

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L’Africa vista da alcuni operatori turistici (ma ci sono o ci fanno?)

19 Marzo 2004 4 commenti

Oggi propongo, senza commenti, una breve rassegna di luoghi comuni sull’Africa, trovati nei siti di alcune agenzie turistiche. Ne emerge una immagine del continente stereotipa: esotico, affascinante, primitivo… Una rappresentazione dell’Africa come realtà al di fuori del tempo, rurale, "autentica", non toccata dalla modernità…. e via discorrendo. Leggere per credere. E buon fine settimana. PS: si noti, tra le altre, la perla del primo brano, ovvero l’accostamento tra popoli e animali… "Una vacanza in Kenya offre molteplici possibilità, dal relax tipicamente balneare, ai safari alla scoperta di popoli e animali nel loro habitat naturali, alla scoperta di un continente misterioso e affascinante che da millenni richiama esploratori e viaggiatori alla ricerca di una conoscenza storica e naturale che solo in questa zona si possono ritrovare. (…)" "Una proposta indimenticabile per i veri appassionati d’Africa, di quell’Africa remota, ricercata ma al tempo stesso di quell’Africa esclusiva, riservata ad un pubblico esigente ma rispettoso dell’esplosione di natura che vive in questa parte del mondo. Le strutture selezionate sono tra le più esclusive (…)" "Due giorni indimenticabili nei paesi dei Dogon che da secoli vivono ai piedi delle strapiombanti pareti della falesia. Visita dei villaggi più belli: Neni, Ibi e su tutti Ireli uno dei più grandi e il più misterioso. Il pranzo sarà sempre con picnic. Possibilità di assistere allo spettacolo "Danza delle Maschere". Una simile esperienza ripaga la scomodità di due notti sotto le tende al "campement Azimut Point" e la fatica di passeggiate a piedi sotto il sole (…). In Burkina si incontreranno i villaggi dei Mossi che non hanno mai voluto accettare forme di colonizzazione araba-musulmana prima e francese poi, insomma un’Africa ancora intatta e genuina. (…)" "IL SENEGAL – Paese di grandi tradizioni culturali, ricco di storia, di arte e forte di un ambiente naturale le cui bellezze si presentano ancora intatte, il Senegal offre un’immagine di Africa autentica le cui genti fiere e bellissime e i cui mercati ricchi di folla e colori non possono che affascinare il visitatore. Bellissime spiagge dorate, immense savane e foreste di giganteschi baobab sono solo alcuni degli elementi portanti di un paese che, pur nei suoi riti e tradizioni antichissime che si perdono nella notte dei tempi, rappresenta la finestra sul mondo dell’Africa nera".