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Prevenire le crisi ambientali con il crowdsourcing

Cittadini, scienziati e tecnici lavorano sempre più insieme per prevenire le crisi ambientali, come siccità e inondazioni, e difendere o migliorare la produzione agricola. Anche in tanti paesi africani, ove si sono sperimentati metodi per raccogliere e gestire dati meteorologici, attraverso i media tradizionali (come la radio),  Internet e i social media. Esperienze importanti sono state fatte, ad esempio, dal progetto METAGRI,  della World Meteorological Organization (WMO), realizzato di recente in Benin, Burkina Faso, Capo Verde, Ciad, Costa d’Avorio, Gambia, Ghana, Repubblica di Guinea, Guinea-Bissau, Liberia, Mali, Mauritania, Niger, Nigeria, Senegal, Sierra Leone e Togo. Una nuova tendenza in questo campo è quella di adottare il crowdsourcing, cioè la raccolta e la gestione di una gran mole di informazioni, provenienti da una vasta gamma di persone, sia esperti che cittadini comuni, per mappare e prevenire i rischi. E, come mostrano le recenti crisi ambientali  in Africa (che sono anche e soprattutto politiche, economiche e sociali) ci sarebbe molto da lavorare. In questo rapporto, che ho scritto con Gabriele Quinti, ci sono un po’ di notizie e suggerimenti sull’uso del crowdsourcing, specificamente nel campo delle inondazioni.

La foto è tratta da: http://spore.cta.int/en/

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