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Archivio Aprile 2015

L’Afrique. Est-elle si bien partie?

L’Africa emergente, che cresce, è seduta su una polveriera di precarietà politica ed economica. Occorre uno sviluppo sostenibile, e l’Africa ha le soluzioni. Questa, in sintesi, è la tesi della geografa Sylvie Brunel, nel suo volume “L’Afrique. Est-elle si bien partie?” (edizioni Sciences Humaines, 2014). Il libro sarà presentato giovedì 30 aprile (ore 17) a Roma, presso la Società Geografica Italiana (via della Navicella 12), alla presenza dell’autrice, di Manuel Amante da Rosa (Ambasciatore di Capo Verde), Gabriele Quinti (CERFE), Alessandro Suzzi Valli (Università L’Orientale di Napoli). Modererà Paolo Sannella, presidente del Centro Relazioni con l’Africa, che promuove l’iniziativa. L’articolata trattazione di Sylvie Brunel parte dalla individuazione di tre rappresentazioni correnti dell’Africa, che si mescolano tra loro nell’immaginario collettivo su scala planetaria: l’Africa della miseria; l’Africa dell’esotismo; l’Africa emergente. Tutte rappresentazioni che rischiano di essere caricature inadeguate della reale situazione di un continente complesso, molto differenziato al suo interno, al centro di dinamiche interne ed esterne che non sempre risultano chiare agli stessi addetti ai lavori. Brunel prova a mettere in fila dati e fenomeni, parlando di governance politica e militare, urbanizzazione, classi medie, regimi fondiari, alimentazione e molto altro ancora.

L’immagine è tratta da: http://lentrepreneuriat.net/

 

L’Africa sui media occidentali: un panel al festival del giornalismo di Perugia

Il 15 aprile pomeriggio si terrà a Perugia, al festival internazionale del giornalismo, un panel dedicato a “L’Africa sui media occidentali: luoghi comuni, approssimazioni, dimenticanze“.
Il panel è organizzato da “Voci Globali”, la cui co-fondatrice Antonella Sinopoli spiega qui in dettaglio contesto e motivazioni dell’iniziativa. I promotori affermano: “Conflitti, bambini soldato, emergenze umanitarie, epidemie, sfruttamento delle risorse naturali e povertà: sono questi i temi che portano alla ribalta il continente africano. Difficile, se non impossibile, trovare sui nostri media notizie riguardanti lo sviluppo, innovazioni tecnologiche, contributi culturali e scientifici, democrazie modello e stampa libera. Dell’Africa viene dunque fuori un’immagine distorta, a senso unico e ‘occidentale’, che continua ad animare la coscienza collettiva e l’opinione pubblica. Senza contare che spesso gli articoli vengono scritti a tavolino, in alcuni casi da chi non si è mai recato nei territori di cui sta scrivendo.”

 

Nella foto, una delle opere di Daphné Bytchatch dal titolo: “Les fleurs du figuier sauvage” peintures réalisées à la lecture du livre ” La route des clameurs” d’Ousmane Diarra. Peinture à l’huile sur papier toilé 65 cm X 50 cm, Janvier 2015 Paris.

“60 Minutes” e immagine dell’Africa

“60 Minutes” è un importante e storico programma di attualità della rete statunitense CBS. Innovativo, per molti, dal punto di vista dello stile giornalistico, ma deludente per quanto riguarda l’informazione sul continente africano. Una recente lettera di studiosi, riportata dalla Columbia Journalism Review, e indirizzata all’Executive Producer del programma, mette in evidenza la sconnessione tra i cambiamenti in atto in Africa e la sua copertura mediatica, e quanto tale copertura  sia caratterizzata da vecchi e stanchi stereotipi. E questo, secondo me, vale anche quando, come in questi giorni, la cronaca da alcuni Paesi africani è nerissima.

Ringrazio Simone Salvatori, antico amico di questo blog, della segnalazione.

La foto del Parlamento di Dakar è tratta da: blog.slateafrique.com