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Archivio Gennaio 2013

Nel ‘Lincoln’ di Spielberg una visione “biancocentrica”?

30 Gennaio 2013 2 commenti

Il merito di ogni grande film è quello di far riflettere e discutere, soprattutto se si trattano temi scottanti, come nel caso dell’ultima opera di Spielberg, “Lincoln”. La storica Kate Masur polemizza con il regista perché riproporrebbe una consolidata visione passiva degli schiavi neri rispetto alla loro liberazione, che sarebbe stata opera esclusivamente di bianchi di buona volontà. Non ho ancora visto il film, ma certamente, a questo punto, l’osserverò con un occhio particolarmente attento. La questione sottolineata dalla storica ha un forte senso anche per la storia africana, che per molti, ancora oggi, è percepita e narrata essenzialmente da un punto di vista bianco e occidentale. Masur afferma, tra l’altro: For some 30 years, historians have been demonstrating that slaves were crucial agents in their emancipation; however imperfectly, Ken Burns’s 1990 documentary “The Civil War” brought aspects of that interpretation to the American public. Yet Mr. Spielberg’s “Lincoln” gives us only faithful servants, patiently waiting for the day of Jubilee. This is not mere nit-picking. Mr. Spielberg’s “Lincoln” helps perpetuate the notion that African Americans have offered little of substance to their own liberation. While the film largely avoids the noxious stereotypes of subservient African-Americans for which movies like “Gone With the Wind” have become notorious, it reinforces, even if inadvertently, the outdated assumption that white men are the primary movers of history and the main sources of social progress.

Ringrazio Vanessa Lanari, di “Lettera 27″, della segnalazione.

L’illustrazione è tratta da: http://docsouth.unc.edu/neh/bibb/bibb.html

Esotismo e sessualizzazione

25 Gennaio 2013 1 commento

Un significativo studio di Ian Hancock ha proposto un parallelismo tra la situazione dei popoli africani e quella dei rom da un particolare punto di vista: quello della esotizzazione e della morbosa sessualizzazione di tali genti da parte della cultura occidentale. E questo ha riguardato soprattutto le donne: immaginate, rappresentate e mostrate sempre ed esclusivamente come fonte di inesauribile passione e sensualità, e come oggetto passivo dello sguardo e del desiderio maschile bianco. Parimenti, gli uomini di questi popoli sono stati storicamente considerati come pericolosi attentatori alle virtù delle donne bianche. Stereotipi di tipo razzista, che hanno radici profonde, e che percorrono la storia dell’Occidente. E’ significativo, ad esempio, come notava  Shehrezade Ali (citata da Hancock), che anche la produzione Disney abbia narrato tante volte di eroi bianchi che si accoppiano con pretendenti “colorate”, ma raramente o mai di donne bianche che si accompagnano ad eroi “esotici”.

Ringrazio come sempre l’attento Fabrizio Casavola della segnalazione.

La foto dal film “Venere nera” di Abdellatif Kechiche (2011) è tratta da: http://www.celluloidportraits.com/film/5855_2_Venere_nera.html

Mali: i cittadini cosa pensano?

21 Gennaio 2013 2 commenti

Mentre fervono le discussioni, per lo più di tipo etico, ideologico e geopolitico, sul conflitto in Mali, emerge sempre più la complessità degli attori e degli interessi in campo. L’alleanza tra Tuareg e integralisti islamici, che aveva dato il via alla ribellione nel Nord del Paese, si è rotta, e gli jihadisti (a loro volta divisi in tante fazioni, anche in conflitto tra loro) hanno prevalso. L’entrata in campo della Francia e di altre potenze occidentali ha contribuito a respingere l’avanzata dei ribelli verso il Sud, e quindi verso la capitale Bamako. Situazione difficilissima e pericolosa (molti si domandano se avremo un nuovo Afghanistan). Ma cosa ne pensano i maliani, cioè i diretti interessati? Secondo un sondaggio di Al Jazeera, il 96% degli interpellati è a favore dell’intervento militare “esterno”, per motivi diversi, che sono qui illustrati.

La foto di un villaggio Dogon è tratta da: http://bamakan.blogspot.it/

 

Lo smartphone congolese di VMK

Non ci credeva nessuno. Un’impresa congolese nata nel 2009, chiamata VMK  (dalla parola Vumbuka, che in lingua kikongo significa “risvegliatevi”), ha progettato e realizzato un tablet e uno smartphone altamente concorrenziali. Lo smartphone si chiama, in lingua lingala, “Elikia”, che vul dire “speranza”, ed è stato elaborato dal  Chief Executive Officer di VMK, Verone Mankou, un giovane di 27 anni. Il fatto che i prodotti siano “Made in China” ha indotto in errore molti, ma questi strumenti sono stati proprio pensati in Congo, anche se fabbricati altrove, per le note difficoltà politiche ed infrastrutturali del paese africano. Non aggiungo ulteriori commenti, salvo farsi un giro nel sito della VMK.

La foto di Verone Mankou con il suo smartphone è tratta da: http://www.cp-africa.com