Archivio

Archivio Maggio 2010

Avere più storie: Chimamanda Adichie

26 Maggio 2010 3 commenti

Chimamanda Adichie

In una splendida conferenza che sta facendo da tempo il giro del web, la scrittrice nigeriana Chimamanda Adichie sottolinea i pericoli che si creano quando una persona, o un intero popolo, sono descritti da una unica storia, peggio ancora se pensata da un “esterno”. Di questa scrittrice ho apprezzato un altro fulminante intervento, tempo fa. Ringrazio Simone Salvatori per avermi suggerito il link alla conferenza, che è sottotitolata, a scelta, in varie lingue, compreso l’italiano.

La foto di Chimamanda Adichie è tratta da: http://andrebagoo.blogspot.com

Come gli africani vedono la Cina

14 Maggio 2010 2 commenti

imboulou

E’ ormai impossibile comprendere la posizione dell’Africa nel contesto internazionale senza analizzare le relazioni tra Paesi africani e Cina. Una ricerca di Afrobarometro su 20.000 abitanti di 20 Paesi africani fornisce qualche informazione su come tali relazioni vengono percepite dai comuni cittadini. La ricerca, citata da Jeune Afrique, mostra risultati non proprio scontati. Grazie Joseph della segnalazione.

La foto è tratta da: www.thomascrampton.com


Miscellanea di sorprese

9 Maggio 2010 3 commenti

adjaye03Riporto 3 tipi di informazioni, per molti versi sorprendenti, che vengono da varie fonti e riguardano temi diversissimi tra loro:

1. E’ uscito un opuscolo (“Yes, Africa Can“) che illustra 20 storie di successo nel campo della governance dell’economia e dell’innovazione tecnologica.

2. E’ stata presentata giorni fa a Milano “Poveri voi”, fondata da Ronald Samako, che si definisce “la prima ONG africana che porta aiuti umanitari all’Italia”. Si può discutere di obiettivi e metodi, ma non si può non riconoscere una certa ironia. Grazie Fabrizio della segnalazione!

3. E’ stato pubblicato un articolo di Michele Serra nell’Espresso del 6 maggio 2010, a commento di un singolare esperimento in Mali; un fotografo (Meyer) ha chiesto agli abitanti di Bamako di essere fotografati e poi di esprimere un desiderio circa uno “sfondo”, un posto dove collocare la propria figura. Il desiderio prevalente è stato quello di ambienti metropolitani “normali”, ove mescolarsi agli altri. Commenta Serra, tra l’altro: “I maliani che sono entrati nello studio itinerante di Meyer ci ricordano che esiste un’Africa non disperata, non sprofondata nel tragico e nel sanguinario, un’Africa normale e anonima della quale sappiamo quasi niente”.

La foto dello scorcio di Abidjan è di David Adjaye, da:

http://www.designboom.com/weblog/cat/9/view/9552/david-adjaye-urban-africa.html