Uzodinma Iweala
Su La Repubblica del 31 luglio, è stato pubblicato un articolo di un giovane scrittore americano-nigeriano, Uzodinma Iweala. L’articolo è intitolato "Caro Occidente smetti di salvare l’Africa", e sta suscitando salutari polemiche.Nel testo si fa riferimento all’"umanitarismo sexy" delle star della pop music o del cinema, ma anche al pericolo di neo-colonialismo che si cela dietro tante altre iniziative umanitarie. Iweala afferma, tra l’altro: "Non c’è un solo africano che come me non apprezzi gli aiuti provenienti dal resto del mondo. Ma ci chiediamo fino a che punto quest’aiuto sia genuino, o se non venga dato nello spirito dell’affermazione di una superiorità culturale". E aggiunge: "Come mai l’impegno per l’Africa di Bono o Angelina Jolie sono oggetto di smisurate attenzioni, mentre l’opera di africani come Nwankwo Kanu o Dikembe Mutombo è praticamente ignorata? E come si spiega che in Sudan le esibizioni da cow boy di un diplomatico Usa di medio livello ricevano più attenzione degli sforzi di numerosi Paesi dell’Unione africana, che hanno inviato aiuti alimentari e truppe, e si sono impegnati in negoziati estenuanti nel tentativo di raggiungere un accordo tra le parti coinvolte in questa crisi?
Due anni fa ho lavorato in Nigeria in un campo di accoglienza per profughi interni, sopravvissuti a una rivolta che ha causato un migliaio di morti e circa 200.000 rifugiati. I media occidentali, fedeli alla solita formula, hanno riportato le notizie delle violenze, ignorando però gli interventi umanitari in favore dei superstiti da parte dello Stato e dei governi locali, che non hanno potuto contare su molti aiuti internazionali. In molti casi gli assistenti sociali hanno speso, oltre al loro tempo, anche una parte del loro salario per soccorrere i connazionali in difficoltà. Questa è la gente che lavora per la salvezza dell’Africa, come tanti altri in tutto il continente, senza alcun riconoscimento per il loro impegno."
Inutile dire quanto sottoscriva queste parole. Ma vi invito a leggere tutto l’articolo, e a meditarci su.



guarda, a leggerlo ho i brividi: i brividi della verità
Ciao, a proposito di Bono e co. e dei loro spettacolini, volevo segnalare il libro “Nuoce gravemente ai luoghi comuni” di Michael Zezima.