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Archivio Ottobre 2006

Materiali sull’immaginario coloniale

30 Ottobre 2006 2 commenti

Non possiamo di certo entrare nella testa dei colonizzatori di oltre cent’anni fa. Ma abbiamo a disposizione i romanzi, i giornali, i manifesti, le canzoni, i fumetti, le barzellette dell’epoca. E abbiamo a disposizione anche i fatti che i colonizzatori hanno compiuto. Dai quali possiamo desumere che esiste una certa relazione tra ciò che si diceva dell’Africa e degli africani e quello che poi si faceva. Per questo sono importanti i materiali raccolti e studiati da alcuni studiosi dell’immaginario coloniale italiano, come Nicola Labianca, Enrico Castelli e tanti altri, che hanno avuto anche la capacità, in alcuni casi, di divulgare i loro lavori a un vasto pubblico, a partire dalle scuole.

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La stampa che non ti aspetti

24 Ottobre 2006 1 commento

Il giornalista gambiano Madi Ceesay, come informa oggi l’agenzia Panapress, ha avuto il Premio internazionale per la libertà di stampa 2006, insieme ad Abad Colorado (Colombia), Jamal Amer (Yemen) e Atwar Bahjat (Irak, postumo), tutti per i rischi corsi nello svolgimento del loro lavoro. Sempre oggi, l’organizzazione Reporter senza frontiere ha pubblicato il quinto rapporto annuale sulla libertà di stampa. La graduatoria mondiale di RSF riserva qualche sorpresa. L’Italia si trova al quarantesimo posto, preceduta tra l’altro da 5 Paesi africani: Benin, Namibia, Ghana, Mauritius e Mali. Il rapporto, per quanto riguarda l’Africa, segnala il peggioramento della situazione in Paesi come l’Etiopia, il Camerun, il Niger, il Burundi, le Seychelles e l’Uganda e un forte miglioramento, invece, in Togo, Mauritania, Costa D’Avorio e Madagascar. In quest’ultimo Paese, ad esempio, si rileva che l’ultimo anno è stato calmo, e non ci sono state violenze, né chiusure di testate. Il rapporto sottolinea che, ogni anno, diversi Paesi del Sud guadagnano posizione e spesso si piazzano al di sopra di alcuni del Nord. Per dettagli, consiglio di andare alla fonte.

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Sincronicità

21 Ottobre 2006 3 commenti

Mi sono imbattuto nel sito, e nel blog, di CAPAfrique, ed è stato un po’ come incontrare un gemello separato alla nascita. La sigla sta per "Centro di analisi e proposta per l’Africa". Dietro c’è un think tank di studiosi francesi, che operano per fornire una immagine dell’Africa diversa da quella corrente, e di contribuire allo sviluppo africano attraverso un servizio di informazione puntuale su quanto avviene in questo continente e sulle relazioni tra paesi africani e paesi europei. Nel blog, in particolare, c’è una sezione specifica dedicata all’immagine dell’Africa. Chi ha familiarità con la lingua francese potrà trovare molte suggestioni (e, per inciso, molti paralleli con quanto ha potuto leggere qui).

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Informazione e saggezza

"Le idee sono il capitale. Il resto è solo denaro". Fulminato da questo slogan della Deutsche Bank, il noto studioso di scienza dei computer Philip Emeagwali, di cui qui si è varie volte parlato, ha sviluppato alcune considerazioni sulle condizioni di un possibile "rinascimento africano". Parlando lo scorso 23 settembre alla Alberta University, Emeagwali – nigeriano emigrato giovane negli Stati Uniti – si è soffermato sui guasti della fuga dei cervelli. Citando un aneddoto su uno dei padri dell’algebra, Al-Khwarizmi di Baghdad, Emeagwali ha sottolineato l’importanza di saper unire le molteplici informazioni oggi disponibili alla saggezza, alla creatività e all’innovazione.

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Le immagini del disprezzo

9 Ottobre 2006 5 commenti

Il disprezzo dei neri attraverso le immagini (i film, i fumetti, le storie illustrate, la pubblicità , ecc.) è, dal XIX secolo, una precisa politica perseguita da tutti gli attori del nord del pianeta che siano interessati a: mantenere una pressione coloniale, o neo-coloniale; legittimare moralmente il dominio occidentale; mantenere l’ideologia della gerarchizzazione delle razze; convincere i neri della loro inferiorità. Di questo tema parla, con straordinaria efficacia, Jean-Philippe Omotunde in una sua conferenza del 2005, disponibile in un video online, e corredata da un efficace apparato iconografico. Vale sicuramente la pena spendere una buona manciata di minuti per vederla. La consiglio vivamente anche a chi fa campagne di fund raising a favore di popolazioni africane.

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Nel mezzo del divario digitale

2 Ottobre 2006 4 commenti

Il "divario digitale", ovvero la differenza tra Paesi del Sud e quelli del Nord del pianeta dal punto di vista dei mezzi di comunicazione e di informazione, è enorme, specie se si considerano i dati dell’Africa. Secondo alcune recenti statistiche, solo il 3,8% degli africani usano Internet, a fronte del 18,9% degli abitanti del resto del mondo. E’ tuttavia interessante notare che, tra il 2000 e il 2006, a fronte di dati assoluti fortemente deficitari, in percentuale l’Africa ha visto aumentare del 625,8% gli utenti di internet, rispetto al 195,5% del resto del mondo (che evidentemente è più "saturo" di tale tecnologia). Il dato della crescita di internet in Africa va comunque registrato come segno di un notevole dinamismo, ed è stato uno dei punti di partenza della decima edizione della conferenza "Highway Africa", svoltasi qualche giorno fa. Nel quadro della conferenza si è tenuto anche un vivace (a dir poco) incontro di bloggers africani.

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