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Archivio Luglio 2006

L’Africa dell’Ingegnere

30 Luglio 2006 1 commento

“Ne segue che dove son leoni gli uomini, non è bene ci vadano a spasso i leoni: perché certo è che non potrebbero soffrirsi a vicenda. Lo riscontri in cento luoghi, se vuoi, ma soprattutto in Africa: nelle terre d’Africa, dovunque ci arrivino castigliani o portoghesi, sia gli uni che gli altri vi fanno la pelle a voialtri a colpi di lancia e poi vi strascinano dietro il lor trionfo, al ritorno della caccia, spoglie inanimate e cadenti”. E’ un brano dagli “Scritti dispersi” di Carlo Emilio Gadda, messo a disposizione degli studiosi e degli appassionati di questo geniale scrittore dall’Istituto di Linguistica Computazionale del CNR di Pisa. Nel sito dedicato specificamente all’analisi linguistica delle opere di Gadda, è stato appena aggiunto materiale sull’Africa (grazie Manuela Sassi!). E’ materiale da non perdere, per seguire i percorsi dello sguardo mai banale (e quanto controverso…) di Gadda sull’Africa e gli africani.

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Congo: la narrazione delle elezioni

22 Luglio 2006 3 commenti

Si avvicinano le elezioni nella Repubblica Democratica del Congo e da qualche settimana io, jtm e Sanva (v. links a fianco) ci palleggiamo commenti, per lo più infastiditi, sul modo in cui questo importante evento viene raccontato dalla stampa italiana. Jtm ieri ha scritto a questo proposito un post che vi consiglio di leggere qui.

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Razzismo illuminato

15 Luglio 2006 4 commenti

Kant pensava che i neri puzzassero, Voltaire che le negre si accoppiassero con gli scimpanzé dando vita a mostri sterili, Hume che i negri (e in generale tutte le altre specie di uomini) fossero per natura inferiori ai bianchi. Montesquieu considerava che "non ci si può convincere che Dio, il quale è un essere molto saggio, abbia posto un’anima, e soprattutto un’anima buona, in un corpo tanto nero”. E così via. Con tutto il dovuto rispetto per questi grandi pensatori, Marco Marsilio in un suo testo ha messo in evidenza quanto sia impossibile confinare sbrigativamente il razzismo a una sorta di parentesi di irrazionalità nella storia dell’occidente, con qualche precursore (Gobineau ed altri) e una "esplosione" negli anni ’30 e ’40 del secolo scorso. Il razzismo, afferma Marsilio, fa parte integrante della storia della modernità ed è una realtà con cui fare i conti in modo meno superficiale di quanto si sia fatto sinora. Questo, aggiungo, potrebbe consentirci di spiegare meglio alcune cose, compreso il paternalismo – anche progressista – che si vede in giro.

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Filmare, filmare, filmare

8 Luglio 2006 5 commenti

Il cineasta congolese Balufu Bakupa-Kanyinda, tempo fa, ha percorso tutta l’Africa per rendersi conto della situazione del cinema di questo continente e lo ha raccontato in un sito delle Nazioni Unite. Produrre un film in Africa, dice, è come fare un atto di resistenza verso tante falsificazioni storiche e culturali. E’ recuperare la capacità di avere un proprio sguardo sulla realtà e di narrare i propri eroi (Mandela, Biko, Lumumba, Nkrumah, Sankara…). Ci sono Paesi, come la Repubblica centrafricana, in cui ci sono voluti 42 anni per avere un primo film autoprodotto, ma in altri, come il Senegal, Mali, Burkina Faso, Nigeria, le cose vanno meglio, in modo differente.

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Giocatori di colore vanno avanti

2 Luglio 2006 8 commenti

Troppo facile, adesso che la Francia ha eliminato il Brasile ai mondiali di calcio, prendersela con Beppe Bergomi: aveva detto in una radio, qualche giorno fa, che "la Francia balbetta perché ha troppi giocatori di colore". Adesso, con gli stessi giocatori, non balbetta più. Ma anche se avesse vinto il Brasile, di bianchi questa squadra ne aveva pochini. Allora? Consiglio un salutare, meditativo, silenzio. Se alla radio il silenzio è obiettivamente impraticabile, che parli solo il radiocronista, limitandosi a descrivere passaggi, tiri e gol, se gli riesce. In alternativa, c’è tanta musica altrove.

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