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Archivio Gennaio 2006

L’Africa di Achebe e quella di Conrad

31 Gennaio 2006 3 commenti

Chinua Achebe, nigeriano, è uno degli scrittori africani più noti. Da giovane, all’Università di Ibadan, si cimentò a smontare l’ideologia coloniale dei romanzi inglesi, e poi scrisse nel 1958 "Il crollo", uno dei romanzi più letti del XX secolo (spero anche del XXI). Come ha osservato Maria Paola Guarducci, "Il crollo" è una sorta di risposta al famoso romanzo di Joseph Conrad "Cuore di tenebra", su cui già una volta qui si è parlato. Nel 1977 Achebe tornò con un suo saggio sul romanzo di Conrad, opera di solito ritenuta espressione di un approccio "illuminato" verso l’Africa e gli africani, per metterne in evidenza il neanche tanto latente razzismo. Il saggio è una vera delizia per storici, sociologi, antropologi e linguisti. E anche i semiologi avranno di che apprezzare le ipotesi sul reale enunciatore di "Cuore di tenebra".  

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Il ritorno alla notizia

26 Gennaio 2006 2 commenti

Subito dopo aver pubblicato l’ultimo post sulla visibilità mediatica dell’Africa, ho ricevuto, e letto con grande interesse, un comunicato inviatomi da Gerolamo Fazzini, condirettore della rivista Mondo e missione e segretario della FESMI (Federazione nazionale stampa missionaria italiana). Riporto integralmente il comunicato, che sottoscrivo in pieno.

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Siamo alle solite

24 Gennaio 2006 1 commento

Scorro le pagine web di alcuni giornali italiani. Oggi c’è più Africa del solito: il crollo dell’edificio di Nairobi (10 morti: pochini per avere una giusta visibilità mediatica, e resistere un paio d’ore in prima pagina); i caschi blu uccisi in Congo (erano guatemaltechi: fossero stati europei se ne sarebbe parlato di più); la conclusione del social forum in Mali; l’attacco alla piattaforma AGIP in Nigeria; la coppa d’Africa, naturalmente. Ma nessuna di queste notizie ha il medesimo risalto della squallida lite tra due guitti a "Domenica In". E invece non si parla delle nuove, gravi emergenze ambientali e alimentari in diversi Paesi africani. Evidentemente, perché se ne tratti, occorre attendere che le cose degenerino ancora un po’. Una eccezione: l’agenzia MISNA, che alza la voce prima degli altri.

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Idrissa Ouedraogo e i consigli interessati

16 Gennaio 2006 1 commento

C’è sempre da sospettare quando un non-africano suggerisce agli africani "di restare se stessi", di "mantenere le proprie tradizioni", "di non fare come noi che abbiamo perso il senso della comunità" e così via. Il sospetto è legittimo, in quanto questo tipo di suggerimenti proviene spesso o da qualcuno che è interessato a schiacciare gli africani su una rappresentazione dell’Africa a tutti i costi ancestrale, tradizionalista e rurale (a uso e consumo di chi se la vuol godere ogni tanto, o di chi vuole sfruttare sempre), oppure da chi non riesce ad applicare a casa propria su larga scala un determinato stile di vita e di relazioni sociali ed economiche, e quindi "prova" a verificarne la fattibilità altrove.

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Consigli per aspiranti scrittori

10 Gennaio 2006 4 commenti

Indicazione generale: tramonti e fame vanno sempre bene. Sulla rivista Granta, uno scrittore keniano, Binyavanga Wainaina, ha messo in fila con ironia una serie di consigli per i "bianchi" che intendano scrivere qualcosa sull’Africa che faccia effetto: romanzieri, ma direi anche reporter, solidali dell’ultima ora, o turisti in rientro. L’Africa assurda e paradossale che emerge dai consigli di Binyavanga è quella che realmente leggiamo o ascoltiamo quotidianamente: rappresentata in toto dai Masai, popolata da gente che alterna sopravvivenza a sfrenata musicalità, in cui chi ce la fa è per forza un ladro, e che viene sempre inevitabilmente salvata dal pozzo scavato dal buon samaritano di turno.

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Il mediatore bianco

3 Gennaio 2006 2 commenti


Ho letto con interesse un articolo di Daniele Barbieri sul mito africano nei fumetti del novecento. In questi fumetti, l’Africa è, ovviamente, un "altrove" esotico,abitato da gente al di qua del bene e del male, che per accedere all’umanità ha bisogno di un "mediatore": Tarzan, la regina Loana (bianca in un regno nerissimo), l’Uomo Mascherato, Cino e Franco. Anche Hugo Pratt ce ne ha messo di tempo, per capire.