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Archivio Settembre 2005

I reporter delle catastrofi

27 Settembre 2005 6 commenti

Qualche settimana fa, ho letto un libro che, nell’impostazione e nella gran parte dei contenuti, non condivido affatto. Si tratta di “Africa”, di Bartholomaus Grill, giornalista tedesco che vive in Sudafrica da molti anni. Il testo, che si propone di fornire una rappresentazione abbastanza completa della realtà africana, ne tralascia in realtà molti aspetti, o li tratta con superficialità. In ogni caso, il lettore ne esce con la sensazione di aver letto molte cose che già conosce e, ciò che è più grave, con il sospetto (aleggiante in varie parti del libro) che gli africani siano, in fondo in fondo, nonostante la loro “simpatia” e “umanità”, quasi irrecuperabili.

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Nonne in Mercedes

20 Settembre 2005 8 commenti

Mi sono imbattuto in un articolo sul lavoro delle donne africane, di Elisabeth Lequeret, pubblicato qualche anno fa su le Monde diplomatique/Il Manifesto. L’articolo riporta alcune informazioni sul lavoro femminile, sul suo tradizionale sfruttamento e, in ogni caso, sul suo decisivo ruolo economico. Nel testo si cita anche il fenomeno delle "nonne-Benz" del Togo (le Nanas-Benz), un gruppo di donne che trent’anni fa ha costruito un vero e proprio impero economico, basato sull’import-export dei tessuti. Il fenomeno esiste tutt’ora, anche se queste donne hanno perso molto potere, e le nipoti si interrogano se non sia il caso di investire in altri settori, come i cyber-caffé o gli abiti per l’infanzia. Lequeret riporta anche alcune interessanti considerazioni sui tradizionali pregiudizi degli europei verso le donne africane (poiché nei villaggi "non si vedevano", allora non contavano nulla….).

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L’immaginario malato

14 Settembre 2005 6 commenti

"Decostruire l’immaginario" è il titolo di un interessante articolo di Kossi Komla-Ebri. Si parla di come una immagine deformata dell’Africa sia strettamente connessa all’"afro-pessimismo", ovvero all’idea secondo la quale questo continente è ormai perduto e non ce la farà mai. L’articolo è molto istruttivo, e ci ho trovato una sorprendente sintonia con quanto scritto in questo blog e soprattutto sul libro "Società africane" (v. il link qui a fianco). In qualche passaggio, addirittura, ho ritrovato quasi le stesse parole. Buona lettura!

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Campioni del mondo: la storia di MultiEtnica

13 Settembre 2005 4 commenti


Chi è in cerca, non a chiacchiere, di belle storie di calcio, legga il libro "Campioni senza dimora", di Filippo Podestà (Terre di Mezzo editore, Milano 2005). Il libro narra la vicenda, quasi fiabesca, di una squadra nata in un campo rom milanese, composta da immigrati di tutto il mondo, e che ha vinto le due ultime edizioni del campionato mondiale di calcio dei senzatetto. Grazie a Fabrizio che mi ha mandato questo testo! (Il suo blog si chiama Mahala ed è qui a fianco; oggi il computer fa i capricci e non riesco a linkarlo) La foto di MultiEtnica è di Filippo Podestà

Un dossier sulle donne in Senegal

8 Settembre 2005 4 commenti

Un profondo conoscitore dell’Africa mi ha segnalato questo dossier sulle donne in Senegal, pubblicato in agosto dall’agenzia Fides. Il documento mette in rilievo il crescente ruolo economico e sociale della componente femminile in questo Paese, anche con qualche sorpresa: ad esempio, il prossimo "sorpasso" del numero delle ragazze liceali rispetto ai maschi, almeno nella zona di Dakar.

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La pornografia dello sviluppo

5 Settembre 2005 3 commenti

Siamo sicuri che mostrare ad oltranza immagini di bambini affamati sia il modo migliore per sostenere lo sviluppo dell’Africa? Certamente no per Rotimi Sankore, giornalista e attivista dei diritti umani. In un articolo pubblicato quest’anno nel sito di BOND (una rete di 280 organizzazioni non governative inglesi per lo sviluppo), Sankore denuncia il fenomeno della “pornografia dello sviluppo”, che si è sviluppata, nel corso degli anni, in concomitanza con le campagne per la raccolta di fondi a favore dei Paesi del Sud, specialmente quelli africani. Esperti di marketing e di comunicazione hanno insegnato a un numero crescente di organizzazioni, sempre più in competizione tra loro nella raccolta fondi, che “una fotografia parla più di mille parole”. Il risultato è un bombardamento di immagini tremende ma stereotipate che – afferma Sankore – creano assuefazione, “normalizzano” la sofferenza, fanno passare l’idea che gli africani non ce la faranno mai senza un crescente aiuto delle organizzazioni caritatevoli e, soprattutto, non arrivano ovviamente a spiegare le cause dei gravi problemi che esistono. Senza tale spiegazione, afferma Sankore, il pubblico europeo si stancherà ben presto di donare. E c’è da ritenere, aggiungo, che a fronte di questo molti alzeranno ulteriormente il tiro, in una spirale tendenzialmente senza fine. Pur senza essere totalmente d’accordo con Sankore, trovo che si tratti di uno spunto molto interessante di riflessione. E trovo importante che proprio la maggiore rete di ONG inglesi abbia ospitato tale riflessione. Credo che molti, in Italia (politici, giornalisti d’assalto, dirigenti di organismi di solidarietà), dovrebbero quanto meno confrontarsi con questioni che oltre Manica già sono all’ordine del giorno, e da molto tempo. Non si tratta di tacere i problemi, ma di trovare il modo migliore per parlarne.

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Dalla savana alla passerella

2 Settembre 2005 7 commenti

Non arrivi l’autunno senza che ricordi una, a suo modo, interessantissima riflessione della modella somala Iman. In una intervista a Vanity Fair, riportata da Repubblica, Iman parla dei pregiudizi che ha dovuto combattere all’inizio della sua brillante carriera. Afferma: "Pregiudizi che emergono in modo sottile. Per esempio, poiché non era interessante che io fossi la figlia di un diplomatico e che avessi studiato, Beard (il fotografo che l’ha lanciata – ndr) raccontò ai giornali che mi aveva, appunto, scoperta mentre pascolavo nella savana. E tutti a usare l’aggettivo ‘esotica’, un’altra parola che detesto. Un uccello, una pianta sono esotici. Non un essere umano".

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