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Archivio Agosto 2005

Ho letto cose…

30 Agosto 2005 4 commenti

Ma è proprio necessario, per essere solidali con la gente africana, parlarne male o a sproposito? Dopo settimane, o mesi, di ritardo, la stampa italiana si è interessata, a partire da fine luglio, della carestia in Niger. Con molti limiti, a dir poco. Spesso sparando cifre “ad effetto”, ma a casaccio e in modo contraddittorio: in uno stesso articolo, ho letto all’inizio del testo che le persone a rischio erano 3.500.000, e alla fine qualche decina di migliaia (sempre tante, per carità, ma allora devono cambiare l’analisi e l’approccio d’intervento). Oppure, ho letto – dopo un titolone centrato sulla carestia – che il problema non è la carestia, ma la povertà, i prezzi, ecc., o che i bambini in fondo non muoiono per fame, ma per la cattiva qualità dell’acqua. Ho visto anche confondere il Niger con la Nigeria. E letto frasi che accetterei a stento da un ragazzo della prima media, ad esempio “nella cultura africana, assai diversa dalla nostra…” (come se l’Africa, il continente delle mille diversità, avesse una sola cultura). Il tutto condito con manifestazioni di compassione molto simili alla ripugnanza, sulla sporcizia e la puzza dei villaggi; oppure con espressioni di disprezzo verso gli africani che utilizzano del denaro per comprarsi fuoristrada e cellulari (come se non fossero beni di estrema utilità, in certe zone). Per non parlare dell’asserto per cui gli adulti africani sempre e comunque (in virtù dell’”unica” cultura di cui sopra), in caso di necessità, affamano i bambini, togliendo loro il cibo di bocca (per inciso, una mamma nigerina interpellata ha detto a una giornalista: “ma ragioni, mi scusi… se manca il latte, mica possiamo dare ai lattanti erbe e radici”). Solo alcuni esempi, per dire quanto ancora c’è da lavorare sulla qualità dell’informazione sull’Africa. Anche l’emergenza può essere raccontata in modo assai diverso.

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