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Archivio Luglio 2005

Il Forum di Cotonou

27 Luglio 2005 3 commenti

Prevenire i conflitti e promuovere la democrazia: un Forum regionale svoltosi a Cotonou qualche settimana fa ha consentito di riunire attorno a questi temi 250 partecipanti di 18 Paesi africani, in rappresentanza di partiti politici, organizzazioni della società civile e media. E’ solo una delle numerose iniziative per una nuova governance africana che da anni si stanno svolgendo, nel silenzio quasi generalizzato dei nostri media. Per averne una sia pur generica idea, basterebbe qualche click ogni tanto su 2-3 siti d’informazione, come quelli riportati a fianco. Ma – ha ragione jtm – forse è chiedere troppo.

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Catastrofi di serie B

20 Luglio 2005 14 commenti

Scarsissima attenzione mediatica sta avendo la grave situazione in Niger. La carestia minaccia oltre 3 milioni e mezzo di persone, tra cui 800.000 bambini. Paese di basso "interesse strategico" e con poco turismo, il Niger non rientra quasi mai nelle priorità delle agende giornalistiche (e quindi degli strumenti di pressione comunicativi), nonostante la gravità dei problemi con i quali spesso si confronta. In un defilato servizio televisivo della TV pubblica (su satellite) stasera si mostravano immagini di poveri bambini denutriti e di volenterosi medici di una ONG internazionale. Difficile, in generale, che si arrivi a parlare di cause, di contesti, di soluzioni, di risorse, di opportunità. Per inciso, ma non tanto, la lezione di Amartya Sen merita sempre di essere ricordata: la carestia non è un evento naturale, ma un fenomeno sociale prevedibile, gestibile ed evitabile. E’ un problema di organizzazione, di distribuzione, di informazione pubblica senza censura, di democrazia.

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Pensiero magico

17 Luglio 2005 5 commenti


Certe cose meritano di essere rilette a mente fredda. Come il resoconto giornalistico della storia di Birhan Weldu, la cui immagine di bambina morente fu usata come simbolo del "Live aid" del 1985. Birham però non morì. Sopravvisse (certo non grazie al "Live aid" ma per motivi imperscrutabili) ed è stata invitata al "Live 8", 20 anni dopo, come simbolo di speranza per l’Africa. Si noti che né la sopravvivenza di Birham né, presumibilmente, il suo futuro hanno avuto a che fare, né avranno a che fare, con i due megaconcerti. Ma la concomitanza della sua sopravvivenza con l’evento musicale del 1985 è stata sufficiente per far scattare, sul piano mediatico (nei giorni a ridosso del "Live 8"), una sottile e impercettibile relazione di causa-effetto che in realtà non c’è stata. Pensiero magico, insomma. Con le migliori intenzioni, s’intende.

Colonizzazione umanitaria – reperto 3

11 Luglio 2005 16 commenti


Un uomo parla a un cellulare, attorniato da un mare di mani nere, protese a mendicare la telefonia mobile, e la relativa libertà di parola. Quando si parla di rappresentazioni sociali, non importa stare sull’onda della cronaca, perché si ha a che fare con fenomeni (immagini, simboli, stereotipi) che permangono nel tempo. E questa immagine, rubata a Bruxelles un paio di anni fa e pubblicata su Indymedia Belgio, rende ancora molto bene l’idea, attualissima, che molti si fanno dei rapporti tra Nord e Sud del mondo.

A margine di “Live 8″

6 Luglio 2005 4 commenti

Siamo ancora in corso d’opera, naturalmente. Ma noto che, sin dall’alba del giorno successivo al "Live 8", chi aveva sino ad allora taciuto o sussurrato ha cominciato a parlare, e a esprimere liberamente la propria opinione. Se lo avesse fatto prima, sarebbe sicuramente stato ricoperto di insulti e di anatemi. Sommessamente, mi piace segnalare un commento con cui non sono del tutto d’accordo, ma che esprime quanto meno un franco tentativo di riportare le cose dalle generiche invettive e benefiche intenzioni a qualche elemento di fatto. "Live 8" ha mobilitato molte energie, ma c’è il rischio concreto che si trasformi nella più grande operazione di dis-educazione allo sviluppo della storia. Siamo ancora in tempo?

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