Archivio

Archivio Giugno 2005

La fuga degli operatori sanitari

29 Giugno 2005 8 commenti

Nonostante si spendano 4 milioni di sterline all’anno nella formazione degli operatori sanitari, in Ghana ci sono oggi solo 1.500 medici, su una popolazione di venti milioni di abitanti. Gli altri vanno a lavorare nel Regno Unito, negli Stati Uniti, in Canada, attratti da migliori condizioni di lavoro, da un maggiore riconoscimento professionale e da remunerazioni decisamente più consistenti. Fuggono non solo i medici, ma anche gli infermieri. Victor Dedjoe, vice segretario generale dell’associazione dei medici del Ghana, ha messo in luce, in una conferenza a Manchester, questa piaga, che rende vano ogni tentativo di riforma e di rafforzamento del sistema sanitario nazionale. Dedjoe ha anche detto che in Ghana si sono impiantate due agenzie che si occupano specificamente di reclutare lavoratori della sanità, per portarli in Paesi del Nord del pianeta. E’ un problema comune ai Paesi africani e che, purtroppo, non ha il medesimo appeal mediatico di altre questioni all’ordine del giorno. Ma non è meno grave.

Prosegui la lettura…

Colonizzazione umanitaria – reperto 2

26 Giugno 2005 7 commenti

Su invito di un amico, mio figlio ha partecipato a un "campo scuola" settimanale, promosso da un importante club calcistico del nord Italia che quest’anno non ha vinto nulla. Il piccolo si è divertito da matti, in un ambiente accogliente e con istruttori simpaticissimi. Magari l’anno prossimo ci tornerà (se i responsabili non leggeranno questo post, s’intende). Il fatto è che, come ho appreso dall’apposito sito, queste iniziative vengono promosse anche altrove, anche fuori d’Italia, anche in alcuni Paesi africani. Leggendo la filosofia d’intervento, mi sono venuti i brividi. Riporto un brano del sito, e valutate voi (notate, per inciso, che per riferirsi all’Africa – che nella sola parte sub-sahariana è composta da 48 stati sovrani – si dice "in questo paese"…). Che si tratti di un equivoco? Ho capito male?

Prosegui la lettura…

Prepariamoci al “Live 8″

22 Giugno 2005 24 commenti

Non so se i megaconcerti del 2 luglio produrranno l’auspicato effetto della cancellazione totale del debito estero e di raddoppiare il numero di aiuti. Lo spero sinceramente. Posso comunque ritenere di sicuro che: avranno un enorme impatto sui dischi venduti dagli artisti che parteciperanno (ad esempio, i Pink Floyd, riuniti per l’occasione, già gongolano); faranno sentire migliori (per una manciata di ore) le rockstar partecipanti (con evidenti effetti di immagine) e molti milioni di persone, che attireranno l’attenzione mediatica per qualche giorno. Inoltre, poiché nell’illustrazione dell’iniziativa manca qualsiasi cenno alle origini e al contesto dei problemi che essa intende combattere, e poiché manca qualsiasi riferimento agli africani che dovranno gestire gli aiuti e gli interventi (a meno che, come vent’anni fa, non sia lo stesso Bob Geldof a interessarsene, con i noti effetti fallimentari da lui stesso ammessi….), ritengo che tutto questo rafforzerà – del tutto inconsapevolmente – il solito, ricorrente "grande mito" del Nord attivo che aiuta e del Sud passivo che riceve. Questo è anche, in parte, accettabile, ma ritengo ad alcune condizioni: un conto è esercitare una responsabilità al cambiamento, in un contesto di interdipendenza (ma ci si spieghi che si intende con questo) e un conto è la semplice,consueta, solidarietà che lascia le cose come stanno. Lascio alla sensibilità dei lettori approfondire questa tematica.

Prosegui la lettura…

Università come soggetti di sviluppo

18 Giugno 2005 10 commenti

Tra le realtà poco conosciute delle realtà africane vi sono le università, che sono numerose e molto attive. Negli ultimi tempi si sta discutendo animatamente sul loro ruolo. Fabbriche di laureati e di funzionari pubblici o attori protagonisti dello sviluppo? Il blog di Emeka Okafor sta affrontando questa problematica, offrendo spunti e documenti per la riflessione.

Prosegui la lettura…

Anche nelle piccole cose…

13 Giugno 2005 19 commenti

Uno dei tanti modi per manipolare e distorcere la conoscenza delle società africane è quello di togliere gli attori, le persone, i gruppi umani dalla descrizione di tali società. In questa maniera, si crea un’entità astratta (un Paese, o addirittura l’intera "Africa") che si può, per così dire, maneggiare a piacere. Un esempio, banale quanto si vuole, ma a suo modo emblematico, l’ho trovato in un rotocalco molto popolare che ho letto ieri durante un passaggio in ospedale, in particolare in un servizio dedicato a due attori italiani di recente successo. Riporto un brano.

Prosegui la lettura…

Africani allo zoo

11 Giugno 2005 9 commenti

Non sfugga, in un periodo caratterizzato da tanta attenzione e gesti "epocali" nei confronti dell’Africa, la vicenda di Augsburg, segnalata da Sanva. In sostanza, qualche giorno fa, in questa città tedesca è scoppiata una gran polemica poiché è stato organizzato un evento culturale di quattro giorni dedicato all’Africa… all’interno dello zoo. Candidamente,i promotori hanno affermato che lo zoo rappresenta l’"atmosfera esotica" ideale per questo tipo di manifestazione. Le associazioni antirazziste hanno fatto osservare che questo accostamento tra africani e animali assomiglia tremendamente a quanto avveniva nelle esposizioni coloniali di triste memoria, di cui ha parlato, tra gli altri, Jan Nederveen Pieterse.  

Prosegui la lettura…

Colonizzazione umanitaria – reperto 1

Come dice la saggezza popolare, in certe situazioni, prima di parlare, bisognerebbe girare la lingua sette volte. Come minimo. Ad esempio, quando si ritira fuori l’argomento del "colonialismo umanitario". Il colonialismo ha sfruttato e compresso interi popoli, e bloccato in molti casi un percorso di sviluppo endogeno già avviato autonomamente. Ma secondo molti è stato un innesto di progresso su società che altrimenti non avrebbero conosciuto altro che la barbarie. Mi propongo, qua e là, di presentare alla vostra attenzione alcuni reperti illuminanti di quest’ultimo punto di vista, che è profondamente legato a una specifica rappresentazione dell’Africa e degli africani. Ecco, intanto, uno di tali reperti. Si tratta di una corrispondenza tra una collaboratrice del giornale "Libero" (Mariella Alberini) e un lettore, del 1 giugno 2004.

Prosegui la lettura…