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Archivio Dicembre 2004

Feste

24 Dicembre 2004 2 commenti

Auguri, e a presto.

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Esotismo e utopia

18 Dicembre 2004 3 commenti

Esotismo: "il sentimento della distanza, l’evidenza simultanea di una somiglianza relativa e di una differenza radicale". Questa definizione dell’antropologo Marc Augé aiuta Aissatou Sy-Wonyu (Università di Rouen) nella sua ricerca sulla rappresentazione dell’Africa da parte della cosiddetta diaspora africana negli Stati Uniti. Una comunità che, soprattutto nella sua letteratura, si costruisce una immagine utopica e mitizzata dell’Africa, come elemento di identità: il luogo (distante) della sua origine. Il testo è in: www.arobase.to/v2_n2/aissatou.html

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Per far conoscere la ricerca

12 Dicembre 2004 1 commento

Si fa ricerca in Africa? Sì, ma se ne sa poco. Per far fronte, almeno in parte, a questa carenza informativa, l’Associazione delle università africane (che ha sede ad Accra) ha costituito un database delle tesi e delle dissertazioni di studenti e ricercatori di diversi atenei. Il database è denominato in sigla DATAD si trova a questo link: www.aau.org/datad/ Il DATAD è stato creato per iniziativa di atenei di Camerun, Egitto, Etiopia, Ghana, Kenya, Mozambico, Senegal, Tanzania, Uganda, Zimbabwe e del CODESRIA di Dakar, con il finanziamento delle fondazioni Ford e Rockefeller.

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Un buon selvaggio, praticamente ottimo

8 Dicembre 2004 10 commenti

Non volevo credere ai miei occhi, ma l’ho letto veramente, su uno dei miei settimanali preferiti, il supplemento "Magazine" del Corriere della sera, n. 30, 2004. Ecco una frase, estratta dall’articolo "Mozambico. Dove l’Africa è tutta da scoprire". (…) "Il Mozambico ha le spiagge più bianche, il mare più blu, i fondali più ricchi, la popolazione più colorata, disponibile e ingenua dell’Africa orientale" (…)(Marco Moretti) Sorvolo sul resto (ad esempio Pemba, una città di circa 200.000 abitanti, viene chiamata "villaggio"), e chiedo semplicemente: ma come si fa a definire come "ingenua" l’intera popolazione del Mozambico? E’ un Paese che ha sofferto di una lunga guerra, e anche molto dinamico, complesso e interessante, in cui di sicuro tutti diventano adulti molto presto, per vari motivi. Quell’aggettivo, che richiama il "buon selvaggio" di Rousseau, qualifica, più che la realtà della gente mozambicana, lo sguardo distorto e i desideri di chi la osserva.

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Il fenomeno radio

4 Dicembre 2004 10 commenti

Nel 1993, in Africa Occidentale, le radio erano una quarantina. All’inizio del 2001 erano diventate 426, tra emittenti governative, comunitarie e associative. Un fenomeno straordinario, afferma Diana Senghor, dell’Istituto Panos – Africa Occidentale. Al di là dei numeri, è la diversificazione che fa impressione, così come il radicamento nelle diverse aree territoriali, anche nelle campagne. Queste radio offrono un contributo notevole per la democratizzazione: danno voce a chi non l’aveva, fanno discutere su temi nuovi persone che prima non si parlavano (ad esempio, gli eletti e gli amministrati), diffondono informazioni e competenze, creano nuovi legami sociali e nuove forme di impegno (ad esempio, in forma di volontariato o di sponsorizzazione da parte di imprenditori). Non mancano i problemi, naturalmente: di qualità, di formazione dei programmisti, di mezzi. Ma è un fenomeno da seguire con attenzione, perché mostra un’Africa (non solo quella dell’Ovest, è ovvio) che cambia, silenziosamente e rapidamente. Il testo di Diana Senghor è reperibile nel sito della FAO, a questo indirizzo: www.fao.org/documents/show_cdr.asp?url_file=/docrep/003/x6721f/x6721f36.htm

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L’immagine dell’Africa all’università

L’immagine dell’Africa è diventata, da tempo, oggetto di specifici corsi universitari, un po’ in tutto il mondo. Si diffondono, infatti, corsi su come tale immagine è stata costruita e diffusa, nel tempo, attraverso la letteratura, i film, l’arte figurativa, il teatro, la cultura popolare, i media, le interazioni faccia a faccia e quant’altro. Un esempio è un corso proposto dall’Università del Texas, ma se ne possono fare tanti, anche circa vari Paesi africani, come si potrà notare dando un’occhiata al sito di “Società africane”. E’ un argomento vasto, su cui converrà tornare.

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