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Archivio Ottobre 2004

Confusioni

30 Ottobre 2004 9 commenti

Gli investimenti stranieri sono una priorità per lo sviluppo dei Paesi africani. Ma ci sono alcuni fattori di ostacolo, come i conflitti e l’instabilità politica. Il fatto sorprendente è che, come notano molti osservatori, anche i Paesi africani lontani da zone di conflitto patiscono questa immagine negativa, in quanto gli investitori tendono a percepire l’Africa, o sue regioni, come un tutt’uno (v. ad esempio, quanto sottolineato da Africa relance, dell’ONU). Dunque, se esiste un conflitto in Rwanda, io non investo in Senegal o in Ghana, o in Mozambico. Paesi distanti anche migliaia di chilometri e con situazioni diversissime tra loro. E’ questa una dimostrazione degli effetti concreti prodotti da una cattiva rappresentazione della realtà.

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Giungla o foresta?

27 Ottobre 2004 7 commenti

Dal "Nuovo Zingarelli", edizione 1988. FORESTA = "Grande estensione di terreno coperta da alberi"; foresta vergine, equatoriale, pluviale: associazione vegetale rigogliosissima costituita da più piani di vegetazione caratteristica delle regioni equatoriali (…); il richiamo della foresta: quello esercitato dall’ambiente di primitiva formazione sia etnica che culturale o ideologica, su chi aveva un tempo abbandonato scegliendo nuovi modi o ispirazioni di vita, e ora sente il dubbio di ritornare alle origini; l’uomo delle foreste: chi predilige o pratica una vita solitaria e appartata; chi ha modi rozzi e bruschi con le persone; chi abitualmente trascura molto l’igiene del corpo o la cura dell’abbigliamento (…) GIUNGLA= 1. formazione vegetale costituita da un fitto intrico di alberi, arbusti, liane, e erbe alte caratteristica di alcune regioni monsoniche; 2. luogo o ambiente infido e insidioso in cui è necessario lottare duramente contro ostacoli di ogni genere (… con esempi sulla metropoli come giungla, sulla giungla retributiva, ecc.). Una ricerca veloce su Google: a- "Foresta amazzonica" 9.150 siti, contro "giungla amazzonica" 840 siti (rapporto di oltre 10 a 1 a favore della foresta) b- "Foresta africana" 406 siti, contro "giungla africana" 274 siti (rapporto di meno di 2 a 1). Insomma, quando si parla di una fitta vegetazione, è più probabile imbattersi nel termine giungla, quando si tratta di Africa,rispetto a quando si parla di Amazzonia. E giungla ha una connotazione molto più negativa di foresta. La giungla come metafora, poi, è molto usata nel linguaggio giornalistico e nella saggistica. Sarebbe un bell’esercizio fare qualche rilevazione sistematica.

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Zoo umani, e quello che c’è attorno

23 Ottobre 2004 2 commenti

Riporto, come riflessione per il fine settimana, alcuni materiali sugli "zoo umani". Secondo Blanchard, questa espressione indica "l’esibizione spettacolare di individui o gruppi di esseri umani esotici principalmente all’interno di circhi e giardini zoologici". E’ finita l’epoca in cui questo avveniva in spazi fisici determinati (come le famose "esposizioni" del periodo coloniale). Molto più comodi sono gli strumenti radio-televisivi, i poster, le mostre fotografiche. Invito a visitare il blog di jtm (afrik.blog.excite.it – il link è a fianco) che pone, giustamente, alcune questioni sul significato dell’espressione "stato di natura". E ognuno tiri le sue conclusioni.

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Quella cinepresa sul lungomare di Luanda

20 Ottobre 2004 8 commenti

Ho appena rivisto la cassetta di “Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l’amico misteriosamente scomparso in Africa?”, di Ettore Scola. 1968. Tante cose si potrebbero dire su un film che, forse, fece pensare molti, e di cui molti conservano nella mente scene memorabili, tipo la scazzottata con il portoghese o il finale a sorpresa tra nave e spiaggia. Forse si poteva dire di più e meglio, anche allora. Ma mi piace qui ricordare, in particolare, una scena. Quando Alberto Sordi scende dal pullman sul lungomare di Luanda, in perfetta tenuta da safari e con la cinepresa in mano, e si accorge con sorpresa di essere a sua volta filmato da un distinto signore angolano, certamente convinto di trovarsi di fronte a un reperto antropologico particolarmente curioso….

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Sguardi bianchi sulle donne nere

16 Ottobre 2004 6 commenti

E’ in corso, in Francia, un’aspra polemica di donne e uomini “dalla pelle nera” nei confronti del settimanale “le Monde 2”, supplemento del quotidiano Le Monde. La polemica riguarda il modo in cui, nel n. 29, è trattato il tema della bellezza presso le donne nere: disinformato, pieno di vecchi stereotipi (la “Venere ottentotta”….), offensivo, verso le donne e verso il continente africano. Riporto il testo di un gruppo di lettrici e lettori inviato all’autrice del servizio. Arrabbiatissimo (uso un eufemismo).

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Il foglio ritrovato

13 Ottobre 2004 2 commenti

Dallo spartito della sinfonia si era perso un foglio, ed ora è stato ritrovato. Il congresso di Dakar appena concluso ha espresso con questa metafora il senso della Diaspora e del suo rapporto con l’Africa. Diaspora vuol dire tutti gli africani portati dagli eventi ad andar fuori, dallo schiavismo in poi. La diaspora più recente, quella delle migrazioni internazionali, e al suo interno quella della fuga dei cervelli africani, è un danno enorme, paragonabile a quella del debito estero. Ma mentre del debito estero si parla, ogni tanto, della fuga dei cervelli si parla poco o nulla. Riporto qui di seguito la notizia del congresso di Dakar (fonte Panapress, 9 ottobre). 

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Fuori dagli schemi

9 Ottobre 2004 3 commenti


Facile, oggi, dire qualcosa di africano. A Wangari Muta Maathai (nella foto) è stato assegnato il premio Nobel per la pace. Prima donna africana ad avere un Nobel, esimia testimone del fatto che i Paesi africani, come si diceva qualche giorno fa qua dentro, non sono affatto un deserto sociale. Si noti che Wangari Maathai è una donna il cui impegno è a cavallo tra società civile e governo. Rappresenta, infatti, il mondo ambientalista ed è docente universitaria, ma è anche – lo sottolineo – esponente di spicco del Ministero dell’Ambiente del Kenya. Spero di veder assegnare a un africano, prima o poi, un Nobel per la medicina o la fisica, e non solo per la pace o la letteratura.

La decostruzione degli stereotipi

6 Ottobre 2004 8 commenti

Dal punto di vista didattico, è interessante una attività di laboratorio del CEM, coordinata tempo fa da Patrizia Canova e Nadia Savoldelli, dedicata alla de-costruzione degli stereotipi sull’Africa prodotti dal cinema e da altri mezzi di comunicazione. Riporto un brano dal resoconto delle attività.

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Com’è bella la città

2 Ottobre 2004 15 commenti

Leggo che una importante ONG italiana che si occupa di educazione allo sviluppo propone, in un suo itinerario per le scuole, un viaggio conoscitivo tra i vari ambienti dell’Africa: il deserto, la savana, l’acqua, la foresta. Ambienti minacciati, ma mai quanto – si dice – la città, che si sviluppa a detrimento del tradizionale sistema abitativo, creando un habitat "sempre più ostile" per l’uomo. Le città del Sud del pianeta, si sa, hanno problemi immani. Ma per molti è facile, da questo, saltare ad alcune conclusioni frettolose, tipo: a. la città è di per sé un male; b. la città va bene, ma non per i Paesi del Sud.

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