Matematici della diaspora africana
Se qualcuno pensa che questo blog si disinteressi dei conflitti e dei problemi che affliggono i Paesi africani si sbaglia. Mi interesso eccome, ma in modo particolare. Visto che numerose e autorevoli testate, siti e blog si occupano di fornire specifiche notizie e approfondimenti su questi importanti aspetti, preferisco non duplicare, in peggio, il lavoro altrui. E mi concentro sul modo in cui, dalle parti nostre, sono considerati gli africani e vengono pensate le società africane. Questo influisce profondamente sul tipo di soluzioni che vengono date alle crisi politiche, economiche e sociali di quest’area del pianeta. Detto in sintesi: è ovvio che se considero gli africani “per essenza” come vittime, incapaci di organizzarsi, legati alla dimensione rurale e tribale, con scarse capacità di pensiero razionale, tutto danza e poco cervello, di conseguenza predisporrò, prevalentemente, soluzioni di tipo assistenziale e paternalista, anche se in modo gentile e politicamente corretto. Viceversa, se ritengo che all’interno delle società africane esistono energie sociali e intellettuali in grado di agire autonomamente per affrontare i problemi esistenti, allora cercherò di capire quali sono queste energie, quali sono gli ostacoli e le opportunità che incontrano, in quali organizzazioni e persone si incarnano, e le valorizzerò e sosterrò per quanto possibile, se richiesto. Insomma: esiste un legame profondo tra il modo di considerare gli africani e il modo di narrare e trattare i loro problemi. E’ in tale spirito che segnalo la peculiare vicenda dei matematici della diaspora africana, efficacemente descritta in questo singolare sito web.
Nella foto: il matematico giamaicano del XVIII secolo Francis Williams, da http://jamaicanhistorymonth2007.moonfruit.com/#/francis-williams/4519580316












