
Metto a confronto due links. Il primo è al sito “See Africa differently”, dove, sia pur con qualche ingenuità ed eccesso, si pubblicano dati e notizie sull’Africa di oggi e su cosa si muove in questo continente: dai crescenti tassi di alfabetizzazionene scolarizzazione ai successi in campo economico (almeno in alcuni Paesi), dalla produzione cinematografica (in Nigeria si fanno più film che a Hollywood) alla ricerca tecnologica. Il secondo è a un articolo pubblicato sul sito di un importante quotidiano, intitolato “Ghana, nel ghetto delle streghe”, che affronta il problema della persecuzione, appunto, delle “streghe” in quel Paese. Riporto un passaggio: “Una condizione umana, quella delle ‘streghe’ di Gnani – identico a quella delle persone ospiti in altri cinque villaggi-ghetto: Gambaga, Kukuo, Bonyase, Nabuli e Kpatinga – che trova ragione nelle oscurità più profonde e nascoste dell’animo di milioni di esseri umani in tutte le latitudini, ma qui alimentato da tradizioni e convincimenti millenari, che emergono nutrendosi nell’ignoranza, nella povertà, o anche nel banale calcolo di chi ha bisogno di eliminare qualcuno per semplice concorrenza in affari.” E un po’ dopo: “Si racconta di fior di studiosi, che vantano credenziali prestigiose e master universitari ottenuti in Europa o negli Usa, arroccati nella loro convinzione dell’esistenza di forze occulte e sortilegi dai quali occorre difendersi. C’è chi giura, tra persone altrimenti serie e affidabili, di aver visto “streghe volare o correre da una parte all’altra di una stanza, a testa in giù”. (Come sarebbe a dire “Si racconta…”? Come sarebbe a dire “C’è chi giura di…”? Quali sono le fonti? E che grado di diffusione ha questo fenomeno? Quali indagini lo hanno studiato?) Inoltre, quasi en passant, si fa notare che siamo in “Ghana, di cui si sente parlare spesso perché annoverato fra i più solidi paesi del continente (nonostante mille altre questioni aperte) soprannominato la “perla” dell’Africa occidentale, ex fiore all’occhiello dell’impero di sua maestà britannica, nazione-guida, dai tassi di crescita economica a due cifre, con il più alto livello di scolarizzazione dell’Africa occidentale (quasi l’85 per cento, sebbene ancora circa 500.000 bambini siano fuori dal sistema scolastico), che vanta numerose e prestigiose università, per non parlare delle ricchezze naturali, come oro, cacao, diamanti, bauxite, manganese, di recente persino il petrolio.” E si conclude con: “da Accra a Lomè, da Lagos a Freetown, da Abidjan a Ouagadougou, dilaga il timore della magia nera” e qualche altra amenità.
Fortunatamente, nella medesima testata ci sono fior di africanisti (come Pietro Veronese) che hanno un approccio molto più ampio di quel che viene espresso in questo articolo, in cui si mescola un po’ di verità con banali e triti luoghi comuni o generalizzazioni. La notizia, dal punto di vista giornalistico, dovrebbe semmai essere che il Ghana sta cambiando, e la stregoneria dovrebbe essere un inciso; non il contrario. Come le suocere delle barzellette, qualsiasi cosa di buono facciano gli africani c’è sempre chi li inchioda sistematicamente al loro passato, ai loro difetti, alla loro sfiga; anche senza volerlo e con le migliori intenzioni (ma forse questa è un’aggravante…). Il tutto, forse, per mostrare la necessità di un nostro intervento dall’esterno, per portare luce e speranza a gente che altrimenti resterebbe nella tenebra e nella disperazione. Insomma, c’è ancora tanto da lavorare su questo argomento, proprio tanto.
La veduta di Accra, è tratta da http://www.world66.com